Mattoni in laterizio: come avviene la produzione

I mattoni in laterizio vengono utilizzati sin dall’epoca romana come materiale da costruzione. I motivi del loro successo sono la facile reperibilità delle materie prime (argilla e acqua) e la semplicità di produzione. Per la realizzazione dei vari elementi in laterizio, si è passati negli anni dagli stampi di legno riempiti a mano alle presse meccaniche e poi alle filiere, con estrusione della pasta.

Ma come avviene la produzione di questo materiale versatile e universalmente utilizzato? Scopriamo insieme i passaggi necessari per la realizzazione di mattoni in laterizio.

Miscela delle materie prime

Per prima cosa devono essere reperite le materie prime. Le aziende possono avere cave di proprietà da cui estrarre l’argilla o acquistarla da fornitori esterni.

Una volta giunta nello stabilimento, la terra argillosa viene disposta in cumuli stratificati composti da strati di materiale diverso, in modo che quando viene prelevato con tagli verticali, il composto sia già ben amalgamato. Per favorire questa miscelazione, l’argilla viene solitamente lasciata riposare per circa un anno prima dell’utilizzo.

Una volta trascorso il giusto tempo di posa, la miscela argillosa viene dapprima purificata attraverso il processo di vagliatura, che elimina sassi e altri corpi estranei. Viene poi posta all’interno di cassoni insieme alla sabbia da impasto, dosando le materie prima a seconda del laterizio che si vuole ottenere. Delle tramogge provvederanno a mescolare il composto, che entrerà a questo punto nel vero e proprio ciclo produttivo.

Miscela argillosa e sabbia passano poi alla laminatura, un processo bifasico che vede il composto passare prima attraverso uno macchinario (lo sgrossatore) con fori da 1 millimetro, poi attraverso un secondo laminatoio (il cosiddetto finitore) con fori di circa 0.5 mm. L’obiettivo principale della laminatura è quella di sminuzzare eventuali grumi che andrebbero altrimenti a creare difetti nel prodotto finito. Con lo stesso scopo viene effettuata la setacciatura, che elimina definitivamente anche le più piccole particelle estranee dalla miscela laminata.

È a questo punto che viene aggiunta l’acqua. Con l’ulteriore aiuto del vapore acqueo, il composto argilloso viene mescolato da delle pale rotanti, raggiungendo il grado di umidità necessario per la successiva fase di stampaggio.

Messa in forma dei mattoni di laterizio

La formatura dei blocchi in laterizio avviene utilizzando una mattoniera, dove l’argilla umida allo stato pastoso viene spinta e compressa contro una filiera, dalla quale esce sotto forma di nastro continuo che ha la sezione del tipo di laterizio che si vuole ottenere. Un filo d’acciaio, a intervalli regolari, taglia il filone d’argilla producendo i singoli mattoni della misura desiderata.

Essicazione

La produzione del laterizio prosegue con la fase di essicazione delle forme argillose: consiste nell’eliminazione di gran parte dell’acqua presente all’interno del mattone.

A seconda dell’umidità del mattone, questa fase può avere una durata variabile, che va dalle 26 alle 60 ore. A differenza dell’antichità, in cui i mattoni si lasciavano essiccare al sole e dunque l’esito poteva essere fortemente condizionato dal tempo atmosferico, oggi ci si affida a tecnologie avanzate.

Nella fase di essicazione si possono adottare due tipi di essiccatori: quello a camere statiche o quello a tunnel. Entrambi consentono di controllare rigidamente la temperatura e il grado di umidità durante tutta la durata del processo.

Cottura

Una volta completata l’essicazione, i mattoni vengono trasportati verso il forno grazie a un carrello, che entrerà direttamente nel vano di cottura. Per questo motivo, è molto importante la disposizione dei mattoni, che dovranno essere distanziati in modo che il calore giunga omogeneo in tutte le parti del blocco.

Solitamente si predilige il tipo di forno a tunnel, in cui i carrelli scorrono in un corridoio lungo anche più di 100 metri. Questo ambiente è suddiviso in zone, a seconda del calore raggiunto:

La zona di preriscaldamento: ha la funzione di riscaldare progressivamente i mattoni e al contempo eliminare l’umidità residua.

La zona di cottura: avviene grazie a dei bruciatori sia laterali che superiori, che portano la temperatura a gradi altissimi (da 950° a 1050°, a seconda del tipo di argilla che si deve cuocere)

La zona di raffreddamento: in questa zona i mattoni si raffreddano progressivamente, facendo entrare aria fredda dall’esterno e riciclando quella calda in uscita per l’essiccatoio.

Confezionamento dei mattoni in laterizio

Quando escono dal forno, i mattoni sono sostanzialmente pronti per l’utilizzo. Gli addetti ai lavori provvederanno a verificare la conformità del prodotto alle norme che regolano il settore degli elementi in laterizio (norma UNI EN 771 per la muratura e UNI EN 1334 per la pavimentazione). I blocchi di laterizio danneggiati o irregolari vengono scartati.

A questo punto, i mattoni vengono imballati in pallet, facendo attenzione a conservare uno spazio regolare tra i mattoni per evitare eventuali danni durante il trasporto.

I prodotti di qualità nascono da un processo che fonda le sue radici in una tradizione antica e che con il progresso tecnologico si è perfezionato anche nel più piccolo dettaglio. Noi di T2D svolgiamo con passione la produzione di mattoni e blocchi in laterizio per consentire a tutti i nostri clienti di costruire edifici sicuri, isolati ed esteticamente impeccabili.

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