Laterizi e Bioedilizia: Il Contributo dei Materiali Tradizionali alla Costruzione Ecologica
laterizi Poroton per la bioedilizia
Laterizi e bioedilizia: quando il materiale tradizionale smette di essere “neutro” e inizia a fare la differenza
Nel dibattito sulla bioedilizia capita spesso di concentrarsi su soluzioni innovative, materiali compositi, tecnologie complesse. Poi, quasi in secondo piano, restano i materiali tradizionali, come se fossero una scelta di ripiego. In realtà, se si osserva il comportamento complessivo di un edificio nel tempo, i laterizi – e in particolare i LATERIZI POROTON – dimostrano di avere un ruolo tutt’altro che marginale. La loro forza sta proprio nella semplicità controllata: argilla naturale, lavorata e cotta, senza additivi chimici né componenti che possano compromettere la salubrità degli ambienti. Questo significa pareti che non rilasciano sostanze indesiderate, che non invecchiano male, che non introducono problemi nascosti nel ciclo di vita dell’edificio.
Dal punto di vista prestazionale, la porosità interna non è solo una caratteristica tecnica, ma un vero e proprio meccanismo di regolazione naturale. I blocchi porizzati trattengono aria, rallentano i flussi termici, attenuano i rumori. In inverno limitano la dispersione del calore, in estate contrastano l’ingresso dell’energia dall’esterno. Il risultato non è solo un minor consumo energetico, ma una maggiore stabilità delle condizioni interne, che si percepisce nella vita quotidiana degli ambienti. A questo si aggiunge la capacità del laterizio di interagire con l’umidità. Assorbe quando ce n’è troppa, restituisce quando l’aria diventa secca. Senza impianti, senza regolazioni meccaniche. È un equilibrio lento, ma efficace, che riduce la dipendenza da sistemi artificiali e contribuisce a creare un microclima più sano e costante.
Impatto ambientale e durabilità: la sostenibilità che si misura nel tempo
Uno degli aspetti più interessanti dei laterizi in bioedilizia è il loro comportamento lungo l’intero ciclo di vita. L’argilla è una materia prima naturale, disponibile localmente, e questo riduce in modo diretto l’impatto legato al trasporto. Ma il vero punto di forza emerge dopo. I LATERIZI POROTON sono materiali durevoli, stabili, poco soggetti a degrado. Non richiedono interventi frequenti, non hanno bisogno di sostituzioni cicliche, non introducono una fase che crea accumulo di manutenzione nel tempo. Questo aspetto è spesso sottovalutato quando si parla di sostenibilità, ma è decisivo: un materiale che dura di più consuma meno risorse nel lungo periodo.
Anche la fine del ciclo di vita è più gestibile. Il laterizio è riciclabile, riutilizzabile come materiale inerte, reinseribile in altri contesti senza trattamenti complessi. Questo riduce il carico sulle discariche e rende il processo edilizio più coerente con i principi di economia circolare. In edifici esposti a condizioni climatiche difficili, come elevata umidità o forti escursioni termiche, questa stabilità diventa ancora più evidente. La muratura mantiene le proprie caratteristiche senza deformazioni, senza decadimenti prestazionali che costringano a interventi invasivi.
Dal punto di vista energetico, la continuità delle prestazioni è fondamentale. Un involucro che funziona bene oggi ma peggiora rapidamente perde gran parte del suo valore ambientale. I laterizi, invece, mantengono nel tempo la capacità di isolare e di accumulare calore, contribuendo in modo costante alla riduzione dei consumi e delle emissioni associate alla gestione dell’edificio.
Innovazione nella tradizione: come i LATERIZI POROTON si sono adattati alla bioedilizia contemporanea
Parlare di laterizi e innovazione può sembrare, a prima vista, una contraddizione. Eppure è proprio qui che si è giocata una parte importante dell’evoluzione recente. I LATERIZI POROTON non sono più semplici blocchi “migliorati”, ma elementi progettati per dialogare con sistemi costruttivi complessi. Miglioramenti nei processi produttivi, ottimizzazione delle geometrie interne, maggiore controllo delle prestazioni hanno portato a blocchi con capacità isolanti elevate, senza rinunciare alla resistenza meccanica.
Un tema centrale è quello della sicurezza strutturale. La leggerezza relativa dei blocchi porizzati, unita a una buona resistenza, li rende adatti anche a edifici progettati in zone sismiche. Qui la bioedilizia non è solo una questione ambientale, ma anche di sicurezza reale. Un edificio sostenibile che non è sicuro perde immediatamente di senso. La possibilità di integrare il laterizio in sistemi antisismici consente di unire efficienza energetica e stabilità strutturale senza compromessi. Negli sviluppi più recenti, l’uso di soluzioni a doppia parete con intercapedine termica spinge ulteriormente le prestazioni verso standard molto elevati. In questi casi, il laterizio lavora non solo come elemento di chiusura, ma come massa attiva, capace di accumulare calore e restituirlo lentamente. È una logica che avvicina l’edificio a comportamenti tipici delle costruzioni passive, riducendo drasticamente il fabbisogno energetico. In definitiva, la bioedilizia non richiede necessariamente materiali “nuovi” a ogni costo. Richiede materiali coerenti, affidabili, capaci di integrarsi in un progetto consapevole.
I LATERIZI POROTON rispondono a questa esigenza proprio perché uniscono tradizione e innovazione senza forzature. Non promettono soluzioni miracolose, ma offrono prestazioni reali, misurabili, che migliorano la qualità dell’edificio e dell’ambiente in cui si inserisce.