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La struttura interna dei laterizi POROTON: composizione, tecnologia produttiva e implicazioni prestazionali

La struttura interna dei laterizi POROTON composizione, tecnologia produttiva e implicazioni prestazionali

Struttura interna dei laterizi Poroton e logica della porizzazione

Per comprendere davvero cosa permette ai laterizi porizzati di comportarsi in modo così efficace in cantiere, conviene guardare dentro, letteralmente dentro il materiale. La struttura interna dei blocchi non è un dettaglio accessorio, è il cuore del loro funzionamento. Un laterizio di tipo tradizionale nasce da argilla cotta e indurita, con una resistenza solida e omogenea ma con prestazioni termiche generalmente limitate. Nella struttura interna dei LATERIZI POROTON, invece, la massa interna non è compatta: è attraversata da una rete di alveoli e microcavità che vengono generate già in fase di produzione e che, una volta stabilizzate dalla cottura, creano una sorta di corpo ceramico alleggerito ma tecnicamente controllato. Non sono vuoti casuali, non è semplice “aria dentro un mattone”, è una trama interna studiata affinché l’aria rimanga intrappolata e diventi parte attiva del comportamento del materiale, soprattutto in relazione all’isolamento termico e alla regolazione del passaggio di calore. Qui vale la pena soffermarsi: ciò che caratterizza questi blocchi è proprio la capacità di unire massa, rigidità e leggerezza funzionale in un equilibrio che difficilmente si ottiene con materiali monolitici.

 

Composizione dell’impasto e ruolo degli agenti porizzanti

La base rimane l’argilla, selezionata per qualità, stabilità e costanza nel tempo. La scelta dell’argilla non riguarda solo la provenienza, ma anche la struttura granulare, la purezza e la sua reattività nella fase di cottura. A questa materia prima vengono aggiunti specifici materiali porizzanti che, durante la lavorazione, non hanno ancora un ruolo evidente ma diventano determinanti nel forno. È lì che si trasformano, si degradano o si ossidano, generando gas e quindi creando i vuoti interni. Più che altro interessa capire che tipo di “vuoti” si generano: non grandi cavità instabili, ma una microcellularità distribuita, accompagnata da alveoli più evidenti che insieme concorrono a costruire una matrice leggera ma strutturalmente coesa. La riduzione di massa volumica non è fine a sé stessa: serve a ridurre il peso dei blocchi, ad agevolare movimentazione e posa e soprattutto a migliorare le prestazioni termiche senza trasformare il materiale in qualcosa di fragile o effimero. Nella struttura interna dei LATERIZI POROTON questa fase di bilanciamento tra materia solida e aria inglobata è quella che determina buona parte delle loro “personalità” prestazionali, perché influenza densità, inerzia, isolamento e risposta alle sollecitazioni.

 

Tecnologia produttiva: una filiera che lavora sulla precisione

Il ciclo produttivo non è semplicemente industriale in senso generico, ma controllato in ogni fase. Si parte dall’estrazione e dallo stoccaggio dell’argilla, che non viene utilizzata così com’è ma viene trattata, macinata, raffinata e resa omogenea. Si aggiunge poi acqua, si integra la componente porizzante e si lavora un impasto che deve avere una plasticità adeguata per essere estruso e modellato senza difetti. La formazione dei blocchi avviene tramite matrici studiate per ottenere geometrie interne precise, con setti calibrati e percentuali di vuoto funzionali. Da qui inizia un’altra fase importante: l’essiccazione, che non deve diventare un passaggio che frena l’intero flusso produttivo, ma nemmeno essere troppo rapida, altrimenti si creano tensioni e microfratture. Solo dopo questa stabilizzazione i pezzi entrano nel forno. È in quel momento che avviene la vera trasformazione: l’impasto diventa corpo ceramico, gli agenti porizzanti si attivano, la microstruttura si consolida e nasce ciò che in cantiere conosciamo come blocco finito. Il risultato, più precisamente, è un elemento che possiede una struttura interna non casuale ma ripetibile, quindi affidabile, e questo ha conseguenze dirette in fase progettuale.

 

Microstruttura, isolamento e comportamento energetico

Qui diventa chiaro perché la struttura interna influisce sull’energia dell’edificio. L’aria inglobata è un isolante naturale ed è immobile, quindi funziona come barriera contro il passaggio del calore. Non serve pensare solo a valori di trasmittanza, che pure sono importanti: più che altro conta capire come il blocco lavora nel tempo, nelle stagioni, tra estate e inverno. La presenza di alveoli e la particolare combinazione tra massa ceramica e leggerezza interna contribuiscono sia a ridurre le dispersioni nei mesi freddi sia a rallentare l’ingresso del calore nei periodi caldi, migliorando sfasamento e attenuazione. È un comportamento utile soprattutto nelle murature monostrato, dove il blocco diventa di fatto l’elemento sia strutturale sia termico. In molti edifici contemporanei si chiede alle pareti di non essere solo resistenti ma anche energeticamente efficaci, e la struttura interna dei LATERIZI POROTON nasce esattamente per rispondere a questa esigenza senza dover sempre ricorrere a stratificazioni complesse. In sostanza, la microstruttura lavora in sinergia con la geometria interna, e il comfort che si percepisce negli ambienti deriva proprio da questa capacità di moderare gli scambi termici in modo naturale e stabile nel tempo.

 

Resistenza meccanica, comportamento statico e affidabilità nel tempo

Un dubbio frequente riguarda la resistenza: se un materiale contiene molta aria, può davvero sostenere carichi importanti? La risposta sta nella progettazione interna. I setti non sono casuali, hanno spessori calibrati, orientamenti studiati e rapporti pieni/vuoti che permettono di trasferire i carichi verticali senza fragilità. Esistono varie tipologie di blocchi, con densità differenti e percentuali di foratura diverse, proprio per adattarsi a funzioni portanti o non portanti. In molti casi, le versioni strutturali con la loro struttura interna dei LATERIZI POROTON vengono impiegate anche in edifici complessi e in contesti dove la sicurezza statica è prioritaria, perché la leggerezza controllata non elimina la robustezza, ma la rende più intelligente, distribuendo la forza in modo coerente con l’architettura interna del blocco. Qui è evidente un’altra implicazione progettuale: un materiale più leggero riduce i carichi permanenti, migliora la gestione del cantiere, facilita movimentazione e posa e, allo stesso tempo, mantiene prestazioni statiche affidabili. Nel lungo periodo, questa combinazione contribuisce anche alla durabilità, perché un materiale ben equilibrato dal punto di vista interno tende a mantenere costanti le proprie prestazioni.

 

Effetti acustici, comportamento igrometrico e conseguenze pratiche nel progetto

La struttura dei laterizi porizzata non agisce solo sul piano termico. La presenza di percorsi interni irregolari, alveoli e setti contribuisce anche a dissipare parte dell’energia sonora, con un contributo percepibile all’isolamento acustico di molte configurazioni murarie. Non si tratta di trasformare il blocco in un materiale fonoassorbente puro, ma di sfruttare la complessità interna per migliorare la capacità della parete di attenuare il rumore. Dal punto di vista igrometrico, poi, l’argilla cotta mantiene una naturale capacità di interagire con il vapore acqueo presente negli ambienti, contribuendo a stabilizzare l’umidità interna e rendendo gli spazi più confortevoli dal punto di vista abitativo. Questo, nella pratica, significa pareti che non lavorano solo “contro il freddo o il caldo”, ma partecipano a costruire ambienti più equilibrati anche sotto il profilo del benessere percepito. A questo punto è chiaro che parlare della struttura interna non è una questione teorica: definisce il modo in cui il materiale viene scelto, progettato, inserito nei diversi sistemi murari e gestito in cantiere, perché i blocchi non sono tutti uguali e ogni configurazione interna racconta già l’uso per cui è stata pensata.

 

Implicazioni progettuali e senso complessivo di questa tecnologia

Osservando la struttura interna dei LATERIZI POROTON si comprende come la porizzazione non rappresenti un semplice espediente produttivo, ma una scelta tecnica che incide direttamente su prestazioni energetiche dei laterizi, comportamento statico, comfort abitativo e gestione operativa del cantiere. Non è una soluzione che lavora su un singolo parametro, ma su un insieme coerente di funzioni: isolamento, massa, inerzia, resistenza, regolazione del calore e dell’umidità. In prospettiva progettuale significa avere a disposizione un materiale ceramico che non lavora solo come elemento costruttivo, ma come componente tecnologica dell’edificio, capace di contribuire alla qualità dell’involucro in modo concreto. Chi progetta o costruisce sa che spesso il vero problema non è un singolo requisito, ma la necessità di conciliare esigenze diverse senza creare un nodo che riduce la capacità complessiva del sistema. In questo senso, la struttura interna di questi blocchi rappresenta un modo efficace per evitare quella fase che frena l’intero flusso decisionale tra efficienza energetica, affidabilità strutturale e gestione pratica dell’opera. E, più che altro, offre una base materiale solida su cui costruire edifici che non siano solo conformi alle norme, ma realmente confortevoli e coerenti con le aspettative contemporanee.