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Progettare con i laterizi: considerazioni strutturali essenziali e linee guisa per l’impiego dei laterizi

Resistenza meccanica delle murature in Laterizi prestazioni T2D

Resistenza a compressione: i fondamenti della portanza

Il primo parametro che un progettista verifica è la capacità di sopportare carichi verticali. Nei blocchi tradizionali pieni la resistenza caratteristica a compressione del blocco R oscilla tra 5 – 8 MPa, mentre i LATERIZI POROTON, grazie alla porizzazione uniforme e alla cottura oltre 950 °C, superano con facilità i 12 MPa in direzione verticale, raggiungendo punte di 15 MPa nelle versioni rettificate. Ciò consente di progettare setti portanti con rapporti snellezza 1:15 senza ricorrere a irrigidimenti interni. L’uso di malta-colla spessa 2 mm produce una riduzione dell’eccentricità di carico fino al 30 % rispetto ai giunti tradizionali da 12 mm, migliorando l’allineamento delle tensioni e diminuendo la dispersione statistica dei valori di resistenza in opera. La planarità delle facce, controllata a laser in fase produttiva, riduce inoltre la micro-fessurazione verticale, consentendo margini di sicurezza più elevati nei calcoli agli stati limite e un indice di confidenza maggiore in edifici esistenti sottoposti ad adeguamento. Approfondisci anche le prestazioni termiche dei Laterizi Poroton per una valutazione integrata dell’involucro.

Resistenza a taglio: evitare i collassi fragili nella muratura

Il comportamento a taglio dipende dal sistema laterizio-malta. Nei laterizi tradizionali i setti massicci concentrano le tensioni, generando scorrimenti repentini lungo i letti di malta. Nei pannelli in LATERIZI POROTON la geometria alveolare distribuisce le forze, innalzando i valori della Resistenza caratteristica a taglio della muratura senza tensioni di compressione F varia in ragione di 0,28–0,32 MPa contro lo 0,18 MPa tipico dei mattoni comuni. L’incremento, pari a circa il 45 %, si traduce in pareti più resistenti a spinte orizzontali dovute a vento o sisma leggero. Nei modelli analitici si può adottare un coefficiente parziale γm ridotto a 1,5 anziché 2,0, mantenendo comunque ampi margini di sicurezza. Test su pannelli 1,4 × 1,4 m caricati in diagonale mostrano curve τ-γ con un plateau plastico pronunciato, segno di duttilità di forma globale e ridotta velocità di propagazione delle fessure di taglio. L’inserimento facoltativo di barre trasversali Ø6 nei letti di malta migliora ulteriormente la rigidezza tangenziale senza intaccare l’inerzia termica della massa muraria. Per ulteriori aspetti strutturali consulta anche la resistenza sismica delle murature in Laterizi.

Duttilità sismica: murature armate ad alta dissipazione ciclica

La normativa impone alle pareti portanti duttile la capacità di sostenere drift ciclici senza riduzione eccessiva di resistenza meccanica delle murature in Laterizi. I blocchi tradizionali, privi di cavità passanti, richiedono canalette costose o interventi di carotaggio per alloggiare le barre. I LATERIZI POROTON, invece, sono predisposti con fori continui da 45–50 mm nei quali si inseriscono armature Ø8-Ø12 annegate in malta fluida. Pareti pilota 30 cm armate ogni 40 cm in orizzontale e 60 cm in verticale hanno raggiunto drift ultimi del 1 %, mantenendo il 60 % della capacità massima dopo sei cicli di inversione, valore che attesta un fattore di struttura q ≈ 2,5. Il peso proprio ridotto dei blocchi, inferiore di circa il 25 % rispetto al pieno, abbatte le forze sismiche di massa, mentre la continuità dei setti interni garantisce un legame acciaio-laterizio efficace, con deformazioni compatibili e limitata fessurazione di fine ciclo. Scopri anche come migliorare il comfort acustico nelle costruzioni con Laterizi in edifici multipiano.

Norme geometriche essenziali: spessori minimi e snellezze consentite

Le regole dimensionali per edifici in muratura prescrivono spessori di 24 cm in zone con ag ≤ 0,075 g e 30 cm dove l’accelerazione di progetto è maggiore. Con moduli da 30 × 25 cm i LATERIZI POROTON soddisfano tali requisiti, mantenendo un rapporto snellezza λ = H⁄t entro 13 per interpiani di 3,5 m. Nei blocchi tradizionali lo stesso spessore produce λ ≈ 17, costringendo il progettista a inserire pilastri o cordoli addizionali per rispettare i limiti di buckling fuori piano. La presenza di battenti maschio-femmina sui bordi verticali riduce i ponti termici lineari e migliora la stabilità al ribaltamento dei pannelli, agevolando l’applicazione di carichi alternativi come tamponamenti in telai misti. Per gli architravi, l’appoggio minimo consigliato è pari a 12 cm; l’elevata resistenza meccanica delle murature in Laterizi delle fasce di bordo dei blocchi porizzati consente di ridurre tale valore a 10 cm senza penalizzare la distribuzione delle tensioni di compressione. Per una visione completa delle performance al fuoco consulta le prestazioni REI dei Laterizi Poroton.

Modellazione FEM: parametri costitutivi e calibrazione

La progettazione avanzata richiede modelli non lineari affidabili. Per un laterizio tradizionale si assume un modulo elastico isotropo E ≈ 1,8 GPa e coesione c ≈ 0,15 MPa. Nei blocchi in LATERIZI POROTON, il coefficiente dei vuoti modifica la rigidezza: E = 1,6 GPa, E = 1,2 GPa, ν = 0,15. Il criterio di snervamento Drucker–Prager con incrudimento lineare e danneggiamento progressivo β = 0,35 descrive bene la riduzione di rigidezza fino al 20 % al drift di progetto. L’input di taglio post-picco si imposta con angolo di attrito φ = 37° e residuo φr = 28°. In analisi push-over, la parete porizzata sviluppa un plateau di capacità con spostamenti ultimi superiori ai 30 mm in cima a un interpiano di 3 m, mentre la parete piena collassa fragile oltre 18 mm, evidenziando la convenienza della soluzione porizzata in termini di riserva di duttilità.

Giunti sottili, malte e compatibilità deformativa

Il passaggio dai giunti tradizionali alle malte-colla è decisivo per ridurre eccentricità e vulnerabilità ai tagli diagonali. Nei sistemi con LATERIZI POROTON lo spessore di 2–3 mm, associato a un modulo elastico E ≈ 3 GPa, crea uno strato di transizione la cui deformabilità è compatibile con la rigidezza ridotta del blocco. Di conseguenza la deformazione differenziale tra malta e laterizio scende sotto gli 80 με, limite oltre il quale si manifestano fessure interstiziali. Sui laterizi tradizionali ad alta rigidezza la malta cementizia E ≈ 15 GPa genera invece concentrazioni di tensione che possono sfociare in micro-cracking e perdita di rigidezza tangenziale. L’uso di additivi idrofughi nelle giunzioni sottili riduce il coefficiente di assorbimento capillare del 20 %, contribuendo a mantenere asciutta la sezione muraria e preservare la resistenza meccanica delle murature in Laterizi a lungo termine.

Durabilità e cicli ambientali: protezione dell’involucro

La resistenza meccanica delle murature in Laterizi è correlata all’assorbimento d’acqua e alla capacità di disperderla. I provini in LATERIZI POROTON presentano assorbimento a 24 h pari al 18 %, contro il 27 % dei laterizi pieni, e porosità aperta più fine, che riduce la cristallizzazione salina nelle stagioni umide. Prove di gelo-disgelo su 50 cicli (-15 °/+20 °C) registrano perdite di massa inferiori all’1 %, mentre i laterizi tradizionali superano il 3 %. L’aggiunta di additivi pozzolanici nella malta di allettamento forma un micro-strato autoprotettivo che chiude i capillari residui, migliorando la resistenza alla carbonatazione e prolungando la vita utile dell’involucro fino a 80 anni in zona climatica severa. Questa durabilità consente di ridurre i costi di manutenzione programmata e garantire stabilità prestazionale agli indici di sostenibilità a lungo termine.

Ottimizzazione cantieristica e prefabbricazione leggera

I blocchi modulari 30 × 25 × 25 cm in LATERIZI POROTON pesano circa 15 kg, il 25 % in meno di un laterizio semipieno di pari volume. Ciò permette di realizzare pannelli prefabbricati lunghi 3 m da 250 kg, movimentabili con minigrù elettriche di cantiere. La planarità milimetrica delle facce consente l’applicazione diretta di intonaci premiscelati da 6 mm anziché 15 mm, con un risparmio di circa 5 kg/m² di malta. Il dato si traduce in una riduzione complessiva di CO₂ incorporata di 18 kg per ogni 100 m² di parete. Nei cantieri urbani, i tempi di ciclo scendono del 30 % grazie all’abbattimento delle attese di presa dei giunti spessi; in edifici a più piani si riducono gli scarichi verticali totali, consentendo l’impiego di plinti di fondazione più snelli e un risparmio di calcestruzzo fino al 10 %. In definitiva, l’industrializzazione del processo produce vantaggi economici immediati e una riduzione misurabile dell’impronta ambientale dell’intero intervento.