Ponti termici nel laterizio: cosa sono, dove si formano e come il sistema T2D li riduce
Il ponte termico è il tallone d’Achille di qualsiasi sistema costruttivo: un punto o una linea dell’involucro edilizio dove il flusso di calore è significativamente più elevato rispetto alla parete corrente, creando una discontinuità termica che degrada le prestazioni complessive dell’involucro, aumenta il rischio di condensa superficiale e può causare la formazione di muffe nelle zone più fredde. In un edificio in laterizio ben progettato, la gestione dei ponti termici è la differenza tra un involucro che performa come dichiarato in scheda tecnica e uno che disperde il 20–30% di energia in più rispetto al calcolo teorico.
In questa guida classifichiamo i ponti termici tipici della costruzione in laterizio, spieghiamo come si calcolano e presentiamo le soluzioni T2D per minimizzarli nei nodi costruttivi più critici.
Cos’è un ponte termico: tipi e origine
| Tipo | Origine | Posizione tipica | Impatto sulle prestazioni |
| Strutturale (o geometrico) | Geometria della costruzione | Angoli, spigoli, bordi solaio | Medio — calcolabile con PSI (ψ) |
| Costruttivo (o materiale) | Discontinuità di materiali | Pilastri c.a., travi, cassonetti | Alto — spesso trascurato |
| Ripetuto (o periodico) | Setti laterizio che attraversano il blocco | All’interno del blocco forato | Incluso nel λ equivalente del blocco |
I ponti termici strutturali e costruttivi vengono valutati attraverso il coefficiente di trasmittanza lineare ψ (psi, in W/mK), che misura la perdita di calore aggiuntiva per unità di lunghezza del ponte termico. Il calcolo di ψ richiede una simulazione termica bidimensionale del nodo — software come THERM, COMSOL o BISCO — con i dati di conducibilità termica di tutti i materiali presenti nel nodo.
I ponti termici più critici nelle costruzioni in laterizio
In un edificio in muratura in laterizio, i ponti termici più impattanti sono cinque. Il primo è il pilastro in calcestruzzo armato: nei sistemi a telaio con tamponamento in laterizio, i pilastri hanno una conducibilità termica di circa 2,0 W/mK — molto superiore al POROTON® P600 (0,18–0,22 W/mK). Se il pilastro è a filo della facciata esterna senza alcun isolamento, genera un ponte termico lineare significativo per tutta l’altezza del solaio.
Il secondo è il solaio di piano: la trave o il bordo del solaio in calcestruzzo armato che aggetta attraverso la parete crea un piano di alta conduttività termica. Il terzo è il cassonetto del sistema oscurante: uno degli elementi più trascurati in progettazione, ma tra i più impattanti per i ponti termici — la cavità che ospita la veneziana o il rullo dell’avvolgibile è spesso mal isolata e crea una perdita di calore significativa per ogni apertura. Il quarto è il raccordo con la fondazione. Il quinto è l’angolo dell’edificio — dove la geometria crea inevitabilmente una zona con superficie di dispersione maggiore rispetto alla parete corrente.
Come il sistema T2D riduce i ponti termici
T2D affronta i ponti termici con una combinazione di prodotti specifici e particolari costruttivi ottimizzati. Per il pilastro in c.a., la soluzione standard è inserire un pannello di isolante tra il pilastro e il blocco di tamponamento — oppure usare blocchi speciali T2D con cavità laterale che avvolgono parzialmente il pilastro, riducendo la superficie esposta del calcestruzzo verso l’esterno. Per il bordo del solaio, T2D fornisce blocchi di chiusura con geometria ottimizzata che minimizzano lo spessore del calcestruzzo esposto verso la facciata.
Per il cassonetto — il ponte termico spesso dimenticato — T2D propone soluzioni di integrazione con sistemi di oscuramento con cappottino isolante incorporato, che eliminano la cavità non isolata tradizionale. Tutti i particolari costruttivi per la gestione dei ponti termici nelle costruzioni in laterizio T2D sono disponibili nell’Area Tecnica di t2d.it in formato DWG, con i valori di ψ calcolati con software certificato per le configurazioni standard.
Ponti termici e calcolo energetico: come influiscono sulla classe
Nel calcolo energetico di un edificio secondo UNI/TS 11300, i ponti termici entrano come perdite aggiuntive attraverso i coefficienti di trasmittanza lineari ψ (W/mK) moltiplicati per la lunghezza di ogni nodo. Se i ponti termici vengono trascurati o stimati con valori da atlante (conservativi), il fabbisogno di riscaldamento calcolato è sovrastimato — il che può portare a un dimensionamento eccessivo dell’impianto. Viceversa, se vengono trascurati in progettazione ma poi presenti in opera, le prestazioni reali dell’edificio sono peggiori del calcolato.
Per un edificio di medie dimensioni (200 m² di superficie disperdente), i ponti termici possono pesare tra il 15% e il 30% del fabbisogno termico totale — un contributo non trascurabile per raggiungere la classe A o il requisito nZEB. Calcolarli correttamente con software bidimensionale e affrontarli con i prodotti T2D specifici è il modo per garantire che le prestazioni reali dell’edificio corrispondano a quelle del progetto.
FAQ — Domande frequenti sui ponti termici nel laterizio
Il segnale più visibile di un ponte termico in opera è la macchia scura o la muffa che compare in superficie in corrispondenza dei pilastri, dei bordi solaio o degli angoli delle stanze — esattamente dove la temperatura superficiale interna scende al di sotto del punto di rugiada e il vapore condensa. In fase di progetto, i ponti termici possono essere individuati con la termografia IR in opera (disponibile nei mesi invernali con differenza di temperatura interno-esterno di almeno 10°C) o con la simulazione termica bidimensionale.
Sì. Il POROTON® P800 ha una massa volumetrica maggiore e setti più spessi del P600 — il che significa una conducibilità termica equivalente del blocco leggermente superiore. In termini di ponti termici interni al blocco (i setti che attraversano la sezione), il P600 e ancor più ECOPOR® SSC (setti sottili calibrati) hanno ponti termici interni inferiori al P800. Questo si traduce in una conducibilità λ inferiore e quindi in trasmittanze di parete più basse a parità di spessore — il prezzo è una resistenza meccanica inferiore, che non è un limite per il tamponamento ma lo è per il portante.
In larga misura sì: il cappotto esterno continuo — che copre anche i pilastri in c.a. — è uno dei modi più efficaci per ridurre i ponti termici costruttivi. Un cappotto da 10 cm in EPS (λ ≈ 0,036 W/mK) riduce il ψ del pilastro di un fattore 5–8 rispetto alla situazione senza cappotto. Tuttavia, anche con il cappotto, i ponti termici non si azzerano: le interruzioni del cappotto in corrispondenza dei davanzali, delle soglie, dei giunti e dei serramenti creano ponti termici residui che devono essere gestiti con dettagli costruttivi appropriati.
I coefficienti di trasmittanza lineare ψ per i nodi costruttivi standard (raccordo parete-solaio, angolo, pilastro, cassonetto, davanzale) sono disponibili nell’Area Tecnica di t2d.it nella sezione Particolari Costruttivi. Questi valori sono calcolati con software certificato per le configurazioni tipo T2D e possono essere usati direttamente nel calcolo energetico secondo UNI/TS 11300.
Sì, ma in modo meno intuitivo che in inverno. In estate, i ponti termici — che sono zone a minore resistenza termica — permettono un ingresso di calore dall’esterno più rapido nelle ore calde, contribuendo al surriscaldamento degli spazi interni in corrispondenza dei pilastri e dei bordi solaio. Nelle costruzioni in laterizio con buona massa termica, questo effetto è smorzato dallo sfasamento termico della parete — ma nei punti di ponte termico il ritardo è minore rispetto alla parete corrente.
Conclusione
I ponti termici sono il punto critico di qualsiasi involucro in laterizio: il divario tra le prestazioni calcolate e quelle reali dipende in larga misura da come vengono gestiti i nodi costruttivi. T2D affronta il problema con una combinazione di blocchi speciali per i nodi critici, particolari costruttivi con ψ calcolati e certificati, e supporto tecnico ai progettisti per integrare questi dati nel calcolo energetico. Costruire bene i dettagli è quello che fa la differenza.
Per i particolari costruttivi con ψ certificati e la consulenza tecnica: Area Tecnica di t2d.it.
Tecnico responsabile presso T2D laterizi