Muratura e Strutture Miste: Guida Progettuale
Muratura e strutture miste: guida progettuale
Muratura e strutture miste: quando il progetto deve decidere prima dei materiali
L’integrazione tra muratura e altre tecnologie strutturali non è più un’eccezione. Calcestruzzo armato, acciaio e legno convivono sempre più spesso con la muratura all’interno dello stesso edificio. Il punto non è stabilire se questa combinazione sia lecita o diffusa, ma capire come governarla. Materiali diversi reagiscono in modo diverso ai carichi, alle deformazioni, al sisma. Se il progetto non chiarisce fin dall’inizio chi fa cosa, il rischio è creare una struttura formalmente corretta ma concettualmente fragile.
Nelle strutture miste, la chiarezza delle scelte è già una forma di sicurezza. Ambiguità e sovrapposizioni diventano, prima o poi, il fattore che frena l’intero comportamento strutturale.
Distribuzione dei carichi e risposta sismica
Uno dei primi nodi da sciogliere riguarda la distribuzione dei carichi verticali e delle azioni orizzontali. Ogni edificio deve avere un sistema resistente chiaramente identificabile. Se la resistenza sismica è affidata alla muratura, allora l’intero progetto deve rispettare le regole previste per le costruzioni in muratura. Se, invece, il compito è demandato a pareti o telai in calcestruzzo armato, acciaio o legno, si entra nel campo delle strutture miste, con tutte le conseguenze del caso.
Il problema nasce quando i ruoli non sono netti. Murature che “collaborano un po’”, telai che “aiutano quando serve”: sono queste zone grigie a generare comportamenti difficili da prevedere. La progettazione efficace evita proprio questo, assegnando funzioni precise a ciascun sistema resistente e impedendo sovrapposizioni non controllate.
Collaborazione strutturale e compatibilità delle deformazioni
Ci sono casi in cui la collaborazione tra muratura e altre tecnologie è voluta e necessaria. In questi scenari, l’analisi strutturale deve fare un salto di qualità. I metodi non lineari diventano strumenti centrali, perché consentono di valutare come materiali con rigidezze e capacità dissipative diverse interagiscano sotto azioni sismiche reali.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i collegamenti. I giunti tra muratura e altri elementi strutturali non sono semplici dettagli costruttivi, ma veri e propri nodi di trasferimento delle forze. Se non sono progettati per garantire compatibilità di deformazione, possono trasformarsi rapidamente nel punto critico che riduce la capacità complessiva della struttura. Il cedimento locale, in questi casi, non è un evento isolato: è l’inizio di una perdita di controllo globale.
Muratura alla base e sovrastrutture di altra tecnologia
Una configurazione ricorrente prevede una base in muratura con piani superiori realizzati in calcestruzzo armato, acciaio o legno. È una soluzione logica, che sfrutta la massa e la robustezza della muratura ai livelli inferiori e la leggerezza delle altre tecnologie in elevazione. Ma funziona solo se vengono rispettate alcune condizioni precise.
L’altezza complessiva dell’edificio, considerando anche la sovrastruttura, deve rientrare nei limiti previsti per le costruzioni in muratura. Questo vincolo non è formale: serve a mantenere sotto controllo il comportamento globale. Fondamentale è anche l’ancoraggio della sovrastruttura al cordolo di coronamento della muratura. Qui non c’è spazio per approssimazioni. Il collegamento deve impedire scorrimenti e discontinuità, soprattutto sotto azioni orizzontali.
Sul piano dell’analisi strutturale, nei casi più regolari è possibile ricorrere a un’analisi lineare statica, a condizione che la distribuzione delle forze sia coerente con la prima forma modale. Nei casi più complessi, o quando si vuole una rappresentazione più realistica del comportamento, l’analisi non lineare consente di adottare distribuzioni di carico più aderenti alla risposta effettiva della struttura.
I fattori di comportamento devono essere assegnati con coerenza: per la muratura si adottano i valori previsti per questa tecnologia, mentre per la sovrastruttura il fattore q deve essere compatibile con il sistema costruttivo adottato, con limiti chiari se non sono garantite condizioni di regolarità.
Vantaggi, criticità e ruolo del materiale
Le strutture miste permettono di combinare la solidità e l’inerzia della muratura con la flessibilità e la leggerezza di acciaio o legno. Questo apre scenari interessanti sia dal punto di vista energetico sia da quello sismico. Ma il prezzo da pagare è una maggiore complessità progettuale. Le differenze di rigidezza, resistenza e deformabilità devono essere governate, non subite.
In questo contesto, materiali con comportamento prevedibile e prestazioni stabili nel tempo, come i LATERIZI POROTON, aiutano a ridurre le incertezze nella parte muraria del sistema. Non risolvono il progetto al posto del progettista, ma rendono più controllabile una delle componenti più delicate.
Strumenti come il BIM e un approccio realmente integrato alla progettazione permettono di anticipare criticità e coordinare le scelte. Perché nelle strutture miste, più che la somma dei materiali, conta la coerenza dell’insieme. E quella nasce sempre prima del cantiere.
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