Materiali da Costruzione e Benessere Indoor: Strategie per Ambienti Salubri e Confortevoli
Materiali da Costruzione e Benessere Indoor: Strategie per Ambienti Salubri e Confortevoli.
Qualità dell’aria interna come prerequisito progettuale
Negli edifici contemporanei il tema della qualità dell’aria interna non può più essere considerato un effetto collaterale del progetto. È diventato, a tutti gli effetti, un parametro di partenza. Le persone trascorrono la maggior parte del tempo in ambienti chiusi, e questo dato, più che statistico, è progettuale. Ogni materiale inserito nell’involucro contribuisce in modo diretto o indiretto alla composizione dell’aria che viene respirata ogni giorno. Composti organici volatili, aldeidi, micro-particolato, radon non sono elementi astratti, ma presenze che si accumulano quando l’edificio non è in grado di gestire correttamente gli scambi con l’esterno o quando i materiali rilasciano sostanze indesiderate. Qui il problema non è solo normativo, ma fisiologico. Un ambiente indoor carico di inquinanti agisce lentamente, spesso in modo impercettibile, ma continuo. In questo contesto la scelta dei materiali strutturali assume un peso che va oltre la prestazione meccanica. I LATERIZI POROTON, realizzati esclusivamente con argille naturali cotte senza additivi chimici, non introducono sorgenti emissive nel sistema edilizio. Non rilasciano VOC, non alterano la composizione dell’aria, non richiedono barriere o rivestimenti correttivi per essere “neutralizzati”. Questa inerzia chimica, spesso data per scontata, è in realtà uno dei fondamenti di un ambiente salubre.
Traspirabilità come regolazione continua, non come soluzione d’emergenza
Un edificio che funziona bene non deve “reagire” ai problemi di umidità, deve evitarli. La traspirabilità delle murature è uno dei meccanismi più efficaci per mantenere questo equilibrio, perché consente al vapore acqueo di attraversare l’involucro senza accumularsi in punti critici. Quando questo non avviene, la condensa diventa inevitabile, e con essa muffe, degrado delle superfici, odori persistenti. I LATERIZI POROTON, grazie alla loro struttura microporosa, offrono una permeabilità al vapore che lavora in modo continuo e diffuso. Non si tratta di “far passare tutto”, ma di far passare quanto serve, con gradualità. Il valore di permeabilità non è estremo, ed è proprio questo il punto: il materiale non si comporta come un filtro aperto, ma come un regolatore. In combinazione con intonaci minerali compatibili, la muratura diventa una membrana attiva che assorbe, rilascia e riequilibra. Questo riduce la dipendenza da sistemi impiantistici di deumidificazione e limita il rischio che l’umidità diventi la fase che determina la produttività complessiva del comfort indoor.
Igroscopicità come infrastruttura invisibile del benessere
C’è una parte del comfort abitativo che non si misura facilmente, ma si percepisce con chiarezza. È la stabilità dell’umidità relativa. Aria troppo secca o troppo umida affatica l’organismo, altera la percezione termica, peggiora la qualità del sonno. I materiali igroscopici contribuiscono a stabilizzare questo parametro senza interventi attivi. I LATERIZI POROTON hanno una capacità di assorbimento e rilascio del vapore progressiva, non impulsiva. Funzionano come un volano igrometrico: quando l’umidità sale, ne assorbono una parte; quando scende, la restituiscono lentamente. Questo comportamento non si esaurisce nel tempo, perché non dipende da trattamenti superficiali o componenti deperibili. È intrinseco al materiale. Dal punto di vista progettuale, questa caratteristica consente di ridurre il carico sugli impianti di trattamento aria e di evitare che l’umidità diventi un fattore limitante per la durabilità degli interni, dagli arredi alle finiture.
Inerzia termica come stabilità percepita, non solo calcolata
Il comfort termico non è una fotografia istantanea. È una sensazione che si costruisce nel tempo. Un ambiente che passa rapidamente da caldo a freddo, anche se rispetta i valori medi di progetto, viene percepito come sgradevole. L’inerzia termica delle murature è ciò che consente di smorzare queste oscillazioni. I LATERIZI POROTON, grazie alla combinazione tra massa e porosità, rallentano la trasmissione del calore e attenuano l’onda termica. In estate questo significa ambienti che non si surriscaldano nelle ore critiche; in inverno, un rilascio più graduale del calore accumulato. Lo sfasamento termico non è un dato astratto, ma un’esperienza concreta: meno picchi, meno correzioni, meno dipendenza dagli impianti. Questo comportamento passivo diventa particolarmente rilevante negli edifici ad alta efficienza, dove l’involucro deve fare la maggior parte del lavoro. Qui l’inerzia non è un accessorio, ma una strategia.
Materiali e benessere come sistema unico
Parlare di benessere indoor senza considerare i materiali strutturali è un errore concettuale. La qualità dell’aria, il comfort igrometrico, la stabilità termica non possono essere demandati esclusivamente agli impianti. Devono essere supportati dalla materia. In questo senso, i LATERIZI POROTON non sono semplicemente “compatibili” con un edificio salubre, ma ne diventano una parte attiva. Non emettono, non accumulano inquinanti, non ostacolano gli scambi naturali. Al contrario, li regolano. Questo approccio riduce la complessità del progetto, perché elimina la necessità di soluzioni correttive a valle. L’involucro lavora già in modo coerente.
Ambienti sensibili e continuità prestazionale
In scuole, ospedali, residenze per anziani o abitazioni ad alta efficienza, la qualità dell’aria e la stabilità del microclima non sono opzionali. Devono essere garantite in modo continuo, non solo nei primi anni di vita dell’edificio. I LATERIZI POROTON mantengono le loro proprietà nel tempo, senza decadimenti legati all’umidità o all’invecchiamento. Questo significa che il comfort progettato resta tale anche dopo decenni, senza trasformarsi in una promessa non mantenuta. Dal punto di vista della gestione, questo riduce la necessità di interventi correttivi e rende l’edificio più prevedibile, anche sotto il profilo sanitario.
Progettare per respirare, non per correggere
L’edilizia realmente sostenibile non è quella che aggiunge sistemi per compensare scelte sbagliate, ma quella che parte da materiali coerenti. La qualità dell’aria indoor non dovrebbe essere un obiettivo da inseguire, ma una conseguenza naturale del progetto. In questo quadro, l’uso di materiali massivi, traspiranti e chimicamente neutri diventa una scelta tecnica prima ancora che culturale. I LATERIZI POROTON si inseriscono perfettamente in questo approccio, perché permettono di costruire involucri che respirano, regolano e stabilizzano senza interventi invasivi. È una sostenibilità silenziosa, che non si vede, ma si vive. Ed è proprio in questa discrezione funzionale che si misura la qualità di un edificio pensato per il benessere reale delle persone che lo abitano.
Ventilazione, finiture e coerenza dei dettagli: dove l’indoor si decide davvero
C’è però un passaggio che spesso viene trattato come “secondario” e invece pesa moltissimo sulla salubrità reale: la coerenza dei dettagli e delle finiture. Una muratura traspirante può lavorare bene, ma se viene chiusa con pitture filmogene, intonaci inadatti o rivestimenti impermeabili, si crea una strozzatura del processo igrometrico. L’umidità non sparisce, cambia percorso, e spesso si concentra nei punti meno favorevoli: spigoli freddi, spallette, zone dietro arredi. Qui nasce la muffa, non perché il materiale sia sbagliato, ma perché il sistema è stato interrotto. I LATERIZI POROTON danno una base stabile e “pulita”, ma è essenziale che il resto del pacchetto resti coerente, più che altro nei nodi. Anche la ventilazione, naturale o meccanica che sia, deve essere pensata come complemento e non come stampella: se l’involucro gestisce bene umidità e temperatura, la ventilazione lavora in modo più regolare, con portate più basse e meno sbalzi, e l’aria interna resta piacevole senza quell’effetto secco o “tirato” che molti associano agli edifici troppo sigillati.
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