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Laterizi e Sostenibilità: Materiali, Processi Produttivi e Impatto Ambientale

Sostenibilità nella produzione dei laterizi: impatti e soluzioni

sostenibilità nella produzione dei laterizi

Laterizi e sostenibilità: cosa pesa davvero quando si parla di impatto ambientale

Quando si discute di sostenibilità nei materiali da costruzione, il laterizio viene spesso tirato in ballo in modo un po’ sbrigativo. È un materiale “naturale”, quindi sostenibile per definizione. In realtà le cose sono più articolate, e vale la pena guardarle da vicino, perché è proprio lì che si capisce dove il processo funziona e dove invece rischia di diventare un fattore limitante. Tutto parte dall’argilla. È una risorsa abbondante, vero, ma l’estrazione non è mai neutra. Una cava mal gestita altera il paesaggio, interferisce con il regime delle acque, impoverisce l’ecosistema locale. Qui la sostenibilità non è un concetto astratto: dipende da come viene pianificata l’attività estrattiva, da come si procede per fasi, da quanto seriamente si affronta il recupero delle aree man mano che la coltivazione avanza. Negli ultimi anni questo approccio è cambiato. Non si aspetta più la fine della cava per intervenire, si lavora in parallelo. Ed è una differenza sostanziale.

Poi c’è la trasformazione dell’argilla, che è il vero nodo energetico del processo. L’essiccazione e soprattutto la cottura richiedono energia, molta. Storicamente questo è stato il punto critico che rallenta l’evoluzione ambientale del laterizio. Forni alimentati a combustibili fossili, cicli lunghi, dispersioni termiche. Oggi lo scenario è diverso, o quantomeno in movimento. Recupero del calore, maggiore controllo dei cicli di cottura, integrazione di sistemi più efficienti stanno riducendo quel carico ambientale che per anni ha rappresentato la strozzatura del processo. Non si tratta di eliminare l’impatto, ma di governarlo, renderlo misurabile, progressivamente riducibile.

Processi produttivi e scelte industriali: dove la sostenibilità smette di essere uno slogan

Se si guarda alla sostenibilità dal punto di vista industriale, diventa chiaro che non esiste una singola soluzione risolutiva. È una somma di interventi, spesso poco visibili, che però incidono in modo concreto. L’ottimizzazione dei forni, per esempio, non è solo una questione di riduzione delle emissioni, ma di stabilità del processo. Un forno più efficiente è anche un forno più controllabile, meno soggetto a variazioni che creano accumulo di inefficienze lungo la catena produttiva.

Un altro passaggio interessante riguarda la composizione dell’impasto. L’introduzione di materiali alleggerenti di origine naturale non nasce solo per migliorare le prestazioni del prodotto finito, ma anche per ridurre il consumo complessivo di argilla e il fabbisogno energetico. Durante la cottura questi componenti bruciano, lasciando una porosità diffusa che cambia il comportamento del laterizio senza appesantirlo. È un esempio di come una scelta apparentemente “di prodotto” abbia in realtà ricadute su tutto il processo.

Poi c’è il tema dell’economia circolare, che nel laterizio è meno immediato rispetto ad altri materiali, ma non per questo meno rilevante. Recuperare, selezionare, reimpiegare richiede organizzazione. Se fatto male, diventa un passaggio che frena l’intero flusso produttivo. Se fatto bene, riduce rifiuti, limita l’uso di nuove risorse e chiude parzialmente il ciclo.

LATERIZI POROTON e sostenibilità applicata: quando il prodotto dialoga con il ciclo di vita

All’interno di questo scenario, i LATERIZI POROTON rappresentano un caso interessante perché mettono insieme processo e prestazione d’uso. La porizzazione non è solo una scelta tecnica, è una strategia che incide su più livelli. Blocchi più leggeri significano meno materiale, meno energia in fase produttiva e, soprattutto, migliori prestazioni dell’involucro edilizio. Un edificio che disperde meno calore richiede meno energia per funzionare, e questo sposta una parte importante dell’impatto ambientale dalla fase di produzione a quella d’uso, dove i benefici si accumulano nel tempo.

Conta anche la provenienza delle materie prime, spesso sottovalutata. Ridurre le distanze di trasporto significa ridurre emissioni indirette, ma anche rendere il sistema più resiliente. Lo stesso vale per il recupero delle aree di cava, che non è solo un obbligo normativo, ma un modo per restituire equilibrio al territorio da cui il materiale proviene.

Negli ultimi anni si è fatta strada anche una visione più sistemica del laterizio, non più elemento singolo ma parte di soluzioni costruttive integrate. Sistemi con taglio termico incorporato, basati su elementi preassemblati in laterizio con isolante interposto, riducono la necessità di interventi successivi e limitano quei punti deboli che, nel tempo, diventano l’anello debole del sistema edilizio. Meno manutenzione, maggiore durabilità, minore impatto complessivo.

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