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Tramezze e tamponamenti: soluzioni Poroton per ogni esigenza

Tramezze e tamponamenti Poroton: prestazioni e versatilità

Tramezze e tamponamenti – soluzioni Poroton per ogni esigenza

Tramezze e tamponamenti: come scegliere la muratura giusta senza complicare il progetto

Nel progetto contemporaneo la distribuzione interna cambia spesso, a volte già durante il cantiere. È un dato di fatto, soprattutto nel residenziale evoluto e negli spazi terziari dove gli impianti e le funzioni si aggiornano nel tempo. Le tramezze in LATERIZI POROTON funzionano bene proprio perché non obbligano a soluzioni rigide: si parte da spessori contenuti per le divisioni leggere e si sale quando serve più robustezza, più massa o una migliore risposta acustica. La geometria a fori verticali, insieme all’impasto porizzato, porta due effetti pratici che in cantiere si percepiscono subito: maneggevolezza e taglio pulito, con una buona tenuta meccanica anche quando si aprono tracce per corrugati, cassette e passaggi idraulici. Va detto che una parete interna non deve “solo” dividere, deve anche restare stabile e compatibile con finiture e carichi locali, come pensili, sanitari sospesi, mensole o porte scorrevoli a scomparsa. Qui la scelta del blocco e dell’intonaco non è un dettaglio, ma una parte concreta della prestazione finale.

Murature interne e impianti: quando la posa diventa il vero nodo del risultato

Nelle tramezze, il punto critico che rallenta il processo raramente è la muratura in sé. Più spesso è la sequenza tra posa, tracciature impiantistiche e ripristini, perché basta un errore di coordinamento per generare rifacimenti e tempi morti. Con i laterizi porizzati si lavora in modo più “tollerante” alle varianti, senza trasformare ogni modifica in un blocco operativo. Le tracce si realizzano con precisione, la parete regge bene la lavorazione e la ripresa con malta e intonaco resta uniforme, purché si rispettino spessori, giunti e stagionature. In sostanza, la tramezza diventa un supporto affidabile per il cantiere, non un elemento fragile da proteggere con mille accorgimenti. Un micro-esempio tipico: in un appartamento con cucina spostata rispetto al progetto iniziale, la quantità di tracce aumenta e spesso si allarga anche il pacchetto impiantistico. Se la muratura è coerente per densità e geometria interna, si gestisce la modifica senza perdere planarità e senza far nascere fessurazioni “da stress” che poi riemergono a tinteggiatura finita.

Tamponamenti esterni: equilibrio tra inerzia, isolamento e durabilità dell’involucro

Il tamponamento non è una semplice pelle. Deve dialogare con la struttura, con il clima, con la gestione del vapore e con le prestazioni richieste all’edificio, soprattutto quando si punta a standard energetici avanzati. I LATERIZI POROTON permettono di impostare pareti monostrato o pluristrato lavorando su due leve: la porizzazione, che migliora la resistenza termica, e la massa, che influenza inerzia e sfasamento. Nei climi mediterranei lo sfasamento è spesso la variabile che determina il comfort estivo, perché non basta “isolare”, bisogna anche rallentare e attenuare i picchi. Una muratura con massa adeguata stabilizza la temperatura interna e riduce la dipendenza dalla climatizzazione nelle ore critiche. Poi c’è l’altro tema, più silenzioso ma decisivo: la durabilità dell’involucro. Un tamponamento continuo, con dettagli ben risolti su spallette, architravi, angoli e attacchi a terra, riduce l’ingresso di umidità e limita i degradi superficiali. Gli elementi speciali e i mezzi blocchi servono proprio a evitare “aggiustamenti” improvvisati, che diventano il passaggio che frena l’intero flusso quando si arriva ai nodi di facciata e ai serramenti.

Comfort acustico: massa, disaccoppiamento e controllo dei ponti sonori

Il rumore, in un edificio, passa dove trova continuità. Non basta quindi un blocco con buone prestazioni nominali se poi si lasciano scorciatoie acustiche tra parete, solaio, impianti e contropareti. Le tramezze e i tamponamenti in laterizio porizzato lavorano bene perché combinano massa areica e struttura interna, offrendo un potere fonoisolante che cresce al crescere dello spessore e della qualità dei giunti. Nei divisori interni, con spessori adeguati e intonaci corretti, si ottengono livelli di isolamento che rendono gli ambienti più “separati” sul serio, non solo sulla planimetria. In edifici plurifamiliari o in contesti sensibili come scuole e studi professionali, l’obiettivo è evitare che il suono si comporti come acqua: se trova una fessura, passa. Qui entrano in gioco dettagli pratici, spesso trascurati: sigillature sui perimetri, attraversamenti impiantistici trattati, continuità dell’intonaco, scelta di contropareti a secco solo quando servono davvero e non come toppa. Con i LATERIZI POROTON la base muraria è già robusta; la differenza la fa l’attenzione ai nodi, perché è lì che nasce la percezione di qualità.

Resistenza al fuoco: compartimentazione e sicurezza passiva senza stratigrafie “pesanti”

La sicurezza passiva non è una questione astratta. In un edificio pubblico, in una struttura ricettiva o in un condominio con autorimesse, la compartimentazione è un requisito operativo: deve funzionare durante l’emergenza, non solo in una relazione tecnica. Il laterizio, essendo incombustibile, mantiene integrità e stabilità per tempi elevati, e questo consente di progettare pareti interne e perimetrali con prestazioni di resistenza al fuoco importanti anche senza soluzioni eccessivamente complesse. Quando si parla di EI elevati, la logica non è “fare più strati”, ma capire cosa deve resistere e per quanto, scegliendo spessori e configurazioni coerenti, con intonaci e giunti controllati. In molti casi, il vantaggio è anche organizzativo: ridurre le stratigrafie significa ridurre le interferenze di cantiere, quindi meno lavorazioni sovrapposte e meno possibilità di errori. E qui torna un tema molto concreto: se una parete tagliafuoco dipende da troppi componenti installati in tempi diversi, diventa fragile dal punto di vista esecutivo. Un sistema murario più semplice, invece, tende a essere più affidabile.

Stabilità nel tempo: umidità, dilatazioni, urti e manutenzione ordinaria

Una tramezza interna vive urti, carichi locali, micro-assestamenti, forature successive. Un tamponamento esterno, invece, vive cicli termoigrometrici, pioggia battente, irraggiamento, sali, vento. La durabilità dipende dalla qualità del materiale, certo, ma anche dalla sua stabilità dimensionale e dalla capacità di non degradarsi in modo “nervoso”. I laterizi porizzati, se scelti correttamente e posati con regole chiare, offrono un comportamento stabile: buona resistenza meccanica nel tempo, bassa sensibilità alle variazioni termiche, compatibilità con intonaci e finiture. In pratica, riducono quelle patologie che poi diventano costi nascosti, come fessure ricorrenti nei punti di discontinuità o distacchi superficiali in presenza di umidità. È un punto che spesso emerge nelle ristrutturazioni: quando si demolisce una parete interna vecchia e si ricostruisce, la richiesta tipica è “voglio qualcosa che non si muova e non mi faccia crepe”. Non esiste il materiale magico, però esiste una scelta più coerente, e qui LATERIZI POROTON aiutano perché offrono un equilibrio tra massa, lavorabilità e stabilità che si traduce in manutenzione più prevedibile.

Normative, prestazioni dichiarate e sostenibilità: una gamma che semplifica le decisioni

Progettare oggi significa anche dimostrare. Parametri meccanici, prestazioni acustiche, comportamento al fuoco, requisiti energetici: tutto deve essere verificabile e coerente con le NTC e con gli obblighi prestazionali del progetto. La disponibilità di dati tecnici e configurazioni dedicate permette di scegliere tramezze e tamponamenti in modo meno “intuitivo” e più controllato, riducendo il rischio di sovradimensionamenti inutili o, al contrario, di soluzioni deboli. La sostenibilità, poi, non è solo legata al consumo energetico in esercizio: conta l’intero ciclo, dalla produzione alla durabilità, passando per i rifiuti di cantiere. Un sistema che riduce lavorazioni accessorie e mantiene prestazioni nel tempo è, di fatto, più sostenibile. La forza della gamma sta proprio qui: poter rispondere a esigenze diverse, dalle divisioni interne alle pareti perimetrali, dalle contropareti tecniche alle compartimentazioni, senza cambiare logica costruttiva a ogni passo. Alla fine, la vera efficienza sta nel prendere decisioni semplici ma corrette, e nel farle reggere sia sulla carta sia, soprattutto, in cantiere.