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Dai tradizionali ai premiscelati

Nel corso degli ultimi 15 anni gli intonaci sono notevolmente cambiati.

Si è passati da intonaci tradizionali a miscelazione in cantiere a tre strati (come generalmente prescrivono le regole del buon costruire) a intonaci a due strati, fino ad arrivare ad intonaci ad un solo strato.

L’avvento di prodotti premiscelati ha di fatto cambiato in maniera evidente anche le miscele tra inerti e leganti, rendendo meno certe che in passato le caratteristiche di comportamento in opera dell’intonaco.

In più, le tecniche di posa sono passate da quelle manuali a quelle a macchina, mentre nel corso dei secoli il laterizio è rimasto argilla cotta.

Questo cambiamento epocale ha fatto sì che la presenza di fenomeni di cavillatura degli intonaci, soprattutto esterni, su tutti i tipi di murature, sia diventato ormai un problema ricorrente nel campo delle nuove costruzioni.

Molti nuovi fabbricati, infatti, presentano sulle facciate esterne fenomeni di cavillature più o meno accentuati.

A questo cambiamento nelle miscele e nelle modalità di posa degli intonaci, si aggiunge la velocità di costruzione, divenuta ormai rapidissima, che spesso non dà tempo alle strutture di effettuare gli assestamenti necessari.

Oggi il mercato dei prodotti da rivestimento offre una serie di possibilità differenti per ovviare a questi problemi, che permettono al progettista e al costruttore di risolverli agevolmente.

Il modo più classico di risolvere il problema delle cavillature con intonaco premiscelato o confezionato in cantiere è il seguente:

  • Applicazione di un rinzaffo a base cemento-calce o premiscelato, avente particolari caratteristiche di elasticità. La superficie muraria così trattata si presenta quindi omogenea e con caratteristiche di adesione ottimali per lo strato di fondo a seguire; fase di stagionatura di circa 2 settimane.

 

  • Applicazione di intonaco di fondo tradizionale o premiscelato idrofugato per esterni, spessore min 1.5 cm; fase di stagionatura di circa 4 settimane.

 

  • Applicazione di uno strato di finitura per esterni; attesa di circa 20 gg prima di applicare eventuali tinteggiature.

In condizioni atmosferiche avverse è necessario tenere conto di tempi di stagionatura più lunghi rispetto a quelli sopra indicati.
Intervalli più brevi comportano un maggiore rischio di fessurazioni ed una responsabilità da imputare a chi li determina.

In relazione alla grande varietà di prodotti per intonaci e finiture attualmente disponibili sul mercato (intonaci per interni, esterni,termoisolanti, premiscelati, idrofugati ecc…) si consiglia di rivolgersi sempre all’azienda produttrice per avere indicazioni specifiche sul ciclo applicativo consigliato, anche in relazione al contesto architettonico e climatico nel quale si deve operare.

In ogni caso la responsabilità della valutazione dell’idoneità dello stato della superficie sottostante compete all’ultimo esecutore.

Il rischio di formazione di fessure è particolarmente presente soprattutto sulle facciate maggiormente esposte e quindi soggette a notevoli variazioni termiche (sole – pioggia – sole; ombra – sole – vento).

In generale l’intonaco dovrebbe essere posto in opera dopo che la struttura abbia esaurito i suoi assestamenti iniziali ed abbia avuto il tempo per rilasciare l’eventuale umidità di costruzione presente al suo interno.

L’intonaco non deve essere posto in opera con temperature troppo basse o troppo elevate in quanto possono comprometterne la presa.

Gli intonaci esterni

Per ovviare al suddetto modo di procedere, di tipo tradizionale, ma valido anche e soprattutto per gli intonaci premiscelati, la tecnologia ci viene incontro con alcune “invenzioni moderne”:

  •  La rete porta intonaco, di cui esistono svariati modelli, ma quello da tutti consigliato per gli strati di finitura è in fibra di vetro alcali resistente a maglia 4×4.
  • I rasanti cementizi per esterni.

Con l’applicazione di una finitura per esterni (detto anche rasante cementizio) con interposta la rete porta intonaco, si vanno ad assorbire tutte quelle eventuali micro fessurazioni che potrebbero presentarsi nel caso si realizzasse un intonaco, eventualmente anche premiscelato dato ad un altro strato, che non rispetta a pieno i tempi di manutenzione e di assestamento; se poi sullo strato di finitura per esterni anziché applicare una pittura per esterni, viene applicata una finituracolorata in pasta, siloxanica, acril-siloxanica o ai silicati, si può essere quasi certi di eliminare tutte le eventuali micro fessurazioni.

Le suddette considerazioni sono di carattere generale e riguardano la Linea TRIS®, ma anche tutte le pareti in laterizio in generale.

Si rimanda comunque, per gli utilizzatori di intonaci premiscelati, ai produttori, data la vasta gamma di tipi di rinzaffo, intonaco e finiture proposte e le loro specifiche modalità di applicazione.

Per quanto riguarda l’intonacatura della parte interna delle murature in laterizio vi sono decisamente meno problemi anche se la superficie è identica; questo è dovuto al fatto che le sollecitazioni dovute alle dilatazioni termiche e all’umidità sono decisamente inferiori.

Infatti all’interno i produttori di intonaci premiscelati propongono prodotti che non contengono sostanze idrofuganti e sono anche decisamente meno costosi.

In più come finitura interna (stabilitura) viene spesso utilizzata malta fina bagnata, che è assolutamente sconsigliata per l’esterno.
All’interno della struttura è consuetudine realizzare anche intonaci a base di gesso, pratica assolutamente vietata all’esterno.

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