CLIMA ESTIVO

In maniera molto riduttiva, i componenti dell’involucro edilizio sono spesso descritti da un singolo parametro, la trasmittanza termica, intesa come capacità di trasmettere istantaneamente il calore da un lato all’altro di una chiusura che separa ambienti a temperatura diversa.

Il rilievo attribuito a questa grandezza è proporzionale all’esigenza di contenere le dispersioni termiche invernali: bassa trasmittanza termica significa, infatti, minore consumo energetico per riscaldamento.

Assumere la trasmittanza come unico indicatore consente di eseguire analisi energetiche semplificate, cioè in regime stazionario, per le quali sono sufficienti dati climatici molto aggregati, su base mensile o addirittura stagionale.

Da questo approccio semplificato scaturisce la cieca tendenza ad isolare sempre più: ma un isolamento termico estremo può avere effetti incerti nel periodo estivo.

Nei climi caldi esso deve essere necessariamente affiancato da adeguati sistemi per controllare e gestire i guadagni gratuiti, altrimenti si determina un sensibile deterioramento delle condizioni di benessere e sorge la necessità di raffrescare artificialmente.

Il trullo, caratterizzato da un involucro massivo è un classico esempio di costruzione per climi molto caldi

L’isolamento termico, che trattiene il calore in inverno, durante l’estate svolge la medesima funzione, determinando il potenziale surriscaldamento degli ambienti.

La soluzione ottimale consiste nel progettare una casa che interagisca con l’ambiente circostante, considerando anche le proprietà dinamiche dell’involucro edilizio.

L’adozione di strategie di raffrescamento passivo basate su tali fenomeni richiede di condurre un’analisi in regime dinamico, ponendosi cioè in una scala temporale molto ristretta, dell’ordine delle ore; questo permette di considerare con il giusto peso fattori come l’escursione termica giorno-notte e la variazione dell’irraggiamento solare nel corso della giornata.

 

Le chiusure opache dotate di una massa consistente accumulano e rilasciano il calore in maniera complessa, non solo smorzando i picchi di temperatura dell’esterno, ma differendoli nel tempo: si tratta della cosiddetta “inerzia termica”, che genera ripercussioni molto rilevanti sulle prestazioni energetiche complessive, tanto in estate quanto in inverno.

 

Autorevoli ricerche hanno dimostrato che l’uso avveduto della massa termica ha un notevole effetto positivo sulle condizioni di benessere, sui consumi energetici anche invernali e sui carichi per il raffrescamento.

Se ben progettata, la massa funziona come volano termico, sia d’inverno che d’estate, quando preserva la temperatura media radiante e procura una vera sensazione di freschezza, diversa per qualità da quella che produce il solo raffreddamento dell’aria.

È in base a questi semplici principi che le murature massive in laterizio offrono un contributo fondamentale per un reale e misurabile risparmio energetico.

 

Le murature in laterizio si caratterizzano per una
significativa massa frontale

 

L’INVOLUCRO “MASSIVO” IN LATERIZIO CONSENTE:

>> Elevato sfasamento termico – la quantità di calore che attraversa il muro arriva nell’ambiente con un ritardo temporale di alcune ore

>> Azione termoregolatrice o di “volano” termico – capacità di accumulo delle pareti che consente di stabilizzare la temperatura interna

>> Riduzione fino al 40% del carico termico da raffrescamento estivo rispetto ad involucri leggeri

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