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Caratteristiche del cappotto termico in lana di roccia

Caratteristiche del cappotto termico in lana di roccia

La lana di roccia è un materiale molto impiegato in edilizia, è usato per la maggior parte come isolante, sia per la realizzazione di cappotti termici sia per coibentare le coperture piane ma anche a falda inclinata che siano costituite in cemento oppure in legno.

La coibentazione dei tetti rientra tra le agevolazioni previste nel Superbonus 110% e l’Ecobonus.

La lana di roccia ha ottime caratteristiche isolanti termo-acustiche, è inserito nel novero delle Fibre Artificiali Vetrose e viene realizzato per mezzo di fusione della roccia a una temperatura intorno ai 1500°C.

Quando la roccia è allo stato fluido inizia il processo che la trasforma in fibra, da ciò discende la struttura fibrosa del materiale.

Alle fibre ottenute successivamente sono aggiunte delle resine con lo scopo di legare le fibre ad un olio che rende idrorepellente il pannello.

Come detto la lana di roccia ha ottime capacità isolanti e i valori di Conducibilità Termica (λ) nella stagione fredda variano da 0.033 a 0.042 W/(mK).

Il materiale ha buone capacità di traspirazione e valori di Resistenza alla diffusione del Vapore (μ) pari a 1 cioè simile a quella dell’aria.

La lana di roccia ha anche buone caratteristiche di reazione al fuoco ed è classificabile come un materiale inserito nella classe A1, inoltre è uno dei materiali ecologici oltre a essere riciclabile.

Perchè vengono utilizzati pannelli in lana per la realizzazione di cappotti termici

I pannelli in lana di roccia sono utilizzati per la realizzazione di cappotti termici, cioè sono elementi che aiutano notevolmente a contrastare le perdite di calore che si esplicano negli edifici durante stagione invernale, ma anche durante l’estate esplica la funzione di impedire che i flussi di calore penetrino nei locali di stazionamento umano.

Perciò in fase previsionale è bene sapere come si comporta il materiale isolante, specialmente nella fase estiva, per evitare inopportuni effetti serra negli alloggi.

Questo aspetto è da non trascurare e quindi sono da definire progettualmente quali siano le proprietà che hanno in misura maggiore influenza sul comportamento del materiale in fase estiva, definire cioè i valori ottimali del “calore specifico” e della “densità” che il materiale deve possedere.

Per definizione il “calore specifico” è quella quantità di calore che occorre per aumentare la temperatura di un 1°C riferita a un kg di materiale.

La “densità” è definita dal rapporto tra la massa espressa in Kg e il volume di un materiale espresso in mc. Quindi più il materiale in esame è massivo e con elevato valore di calore specifico e basso valore di conduttività termica, maggiore è la sua inerzia termica.

Per “inerzia termica” si intende la capacità di un materiale di accumulare calore trattenerlo e di rilasciarlo successivamente.

Per cui un cappotto edilizio un elevato valore dell’inerzia termica consente di regolarizzare le variazioni della temperatura interna di un alloggio e di differire l’ingresso del flusso di calore a garanzia di un migliore comfort abitativo estivo.

Si può affermare quindi che il sistema a cappotto in lana di roccia consente l’aumento dell’inerzia termica delle tamponature perimetrali esterne e ne garantisce il giusto isolamento nelle stagioni più estreme.

Unitamente a queste caratteristiche un altro fattore importante ai fini del comfort è lo “sfasamento termico” che è definito come il tempo occorrente affinché il valore massimo dell’onda di calore estiva, con flusso esterno verso l’interno, impiega ad attraversare un materiale isolante posto a protezione dell’involucro.

Lo sfasamento che sia il migliore è quello che impiega 12 ore per fare in modo che il rilascio del calore entri negli alloggi nelle ore notturne così da permettere lo smaltimento del ricambio dell’aria nei locali.

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