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Gli edifici NZEB: ormai concretezza dal 31 dicembre 2020

Noi di T2D operiamo da tempo per la progettazione e creazione di edifici tramite edilizia sostenibile. Le soluzioni costruttive T2D consentono di realizzare involucri edilizi dalla eccellenti performance tecniche ed a bassissimo impatto ambientale. Per questo, da molti anni, abbiamo intrapreso un percorso – sotto la costante guida degli enti preposti alla tutela dell’ambiente – che ha portato i nostri stabilimenti ad essere modello di industrie all’avanguardia che si sposano perfettamente con il delicato ambiente circostante.

Il benessere è uno stato psicofisico in cui concorre la salute dell’individuo, l’equilibrio socioeconomico e la cura dell’ambiente.

In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto.

La direttiva europea 2010/31/UE: la giusta direzione

Con l’emanazione della direttiva 2010/31/UE, sono stati riformulati e ampliati i contenuti della precedente legge, abrogata dal 1° gennaio 2012, ed è stato introdotto all’art. 9, il concetto di “energia quasi zero” per gli edifici di nuova costruzione sia pubblici o di uso pubblico che privati (edifici NZEB).

Con NZEB si intendono gli edifici ad altissima prestazione energetica che minimizzano i consumi legati al riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria, utilizzando energia da fonti rinnovabili, elementi passivi di riscaldamento e raffrescamento, sistemi di ombreggiamento e garantendo un’idonea qualità dell’aria interna e un’adeguata illuminazione naturale in accordo con le caratteristiche architettoniche dell’edificio.

In particolare la direttiva EPBD dispone che, a partire dal 31 dicembre 2020, tutte le nuove costruzioni devono essere edifici NZEB.

Ogni Paese europeo ha recepito la direttiva in base alle proprie specifiche esigenze e delle situazioni locali. L’Italia si è mossa verso il recepimento di queste direttive emanando diversi provvedimenti che hanno profondamente modificato la previgente normativa in materia.

Ma che cosa significa ZEB e NZEB?

Gli edifici NZEB sono gli edifici del futuro: ad alta efficienza energetica e in grado di ridurre al minimo i consumi.

ZEB è l’acronimo di Zero Energy Building, mentre NZEB sta per Nearly Zero Energy Buildings e viene utilizzato per definire un edificio il cui “consumo energetico è quasi pari a zero”.

Gli NZEB, quindi, sono edifici ad elevatissima prestazione che riducono al minimo i consumi per il loro funzionamento e l’impatto nocivo sull’ambiente. Questo vuol dire che la domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria ed elettricità è davvero molto bassa.

La caratteristica, per noi, più importante  è che sono costruiti solo con materiali rispettosi dell’ambiente che garantiscono l’isolamento termico sia d’inverno che d’estate, anche grazie all’utilizzo diinfissi ad alte prestazioni.

Non dimentichiamo poi che questi edifici, residenziali o non, producono energia da sé sufficiente per l’illuminazione, la climatizzazione e altre spese attraverso l’utilizzo di fontirinnovabili e sistemi passivi.

Il dettaglio degli NZEB: le caratteristiche giuste

Progettare e costruire un edificio NZEB non è come progettare e costruire un edificio classico. La cura del dettaglio qui inizia prima ancora della progettazione.

Ci sono fattori fondamentali che vanno considerati:

  • durante la progettazione vengono ridotti al minimo i ponti termici dell’edificio, ovvero tutti i punti deboli  che permettono un’elevata dispersione di calore verso l’esterno;
  • viene effettuato uno studio accurato sull’orientamento e le ombreggiature dell’edificio in modo da ottimizzare l’influenza del Sole ;
  • vengono progettati impianti di produzione di energia a fonti rinnovabili (fotovoltaico e solare termico);
  • si testa la tenuta all’aria dell’edificio per evitare dispersioni di calore;
  • l’effettiva possibilità dell’utilizzo del sistema domotico per gestire in modo intelligente impianti e consumi.

Da dove nasce il termine NZEB?

Il termine NZEB viene utilizzato per la prima volta nella Direttiva europea, la 2010/31/UE (la nuova EPBD – Energy Performance Building Directive) che introduce il concetto di “energia quasi zero” per gli edifici di nuova costruzione sia pubblici che privati. Inoltre, dispone che a partire dal 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere NZEB.

Essa è stata poi seguita in Italia dal  D.Lgs. 192/2005. Più precisamente, nell’art. 4-bis si stabilisce che «a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione utilizzati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà di queste ultime devono essere progettati e realizzati quali edifici a energia quasi zero. Dal 1 gennaio 2021 la predetta disposizione è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione»

Ogni Paese e regione ha provveduto alla redazione di normative e allo sviluppo di protocolli che mirano a migliorare e regolare l’efficienza energetica degli edifici. 

Questi infatti, permettono di certificare come ZEB edifici che abbiano  rispettato determinati standard di progettazione e realizzazione.

Insomma, gli edifici ZEB sono gli edifici ormai del presente: garantiscono il miglior comfort interno, ma allo stesso tempo anche il rispetto per il nostro pianeta che troppe volte è stato dato per scontato.

T2D e gli edifici sostenibili

Il settore dell’edilizia rappresenta il 40% del consumo totale di energia nell’Unione europea (UE).

Le soluzioni costruttive T2D consentono di realizzare involucri dalle altissime performance termiche per costruire edifici a energia quasi zero, NZEB (nearly zero energy building).

Riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti rinnovabili sono i concetti base degli edifici a energia quasi zero, NZEB, caratterizzati da un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili.

La direttiva europea 2010/31/UE, che ha introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero nasce dall’esigenza di ridurre i consumi energetici del 20% entro il 2020.

L’obiettivo NZEB è stato fissato per tutti gli edifici di nuova realizzazione a partire da quest’anno, già dal 2019 per gli edifici pubblici.

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AZIONI PROGETTUALI PER EDIFICI NZEB

Al fine del raggiungimento dei requisiti per NZEB occorre procedere sinergicamente su almeno due direzioni fondamentali:

1 – Rendere l’edificio architettonicamente quanto più passivo possibile, intervenendo sulle componenti architettoniche e sul comportamento energetico dell’edificio.

L’edificio deve comportarsi come un collettore naturale di energia solare che, opportunamente canalizzata, può quasi del tutto riscaldare l’edificio; è quindi necessario rivedere quasi completamente i criteri progettuali architettonici oggi utilizzati passando da una Architettura puramente formale ad una Architettura funzionale nella quale forma, materiali e clima coesistono in modo sinergico per massimizzare le prestazioni energetiche degli edifici.

2 – Utilizzare il più possibile le FER (Fonti di Energia Rinnovabili) con un’impiantistica integrata nell’edificio e rispettosa dell’ambiente. Pertanto occorre utilizzare collettori solari termici, collettori solari fotovoltaici, impianti mini-eolici, impianti geotermici a bassa entalpia, pompe di calore ad alta efficienza, caldaie a biomassa, scambiatori di calore per il ricambio dell’aria.

Progettare in modo integrato il sistema edificio-impianto significa pensare, contemporaneamente e fin dalle prime fasi progettuali, a soluzioni architettoniche e impiantistiche che concorrono a ridurre i consumi energetici nel rispetto dell’ambiente.

Gli obiettivi finali sono la qualità architettonica del costruito e un alto livello di comfort indoor, garantito da un fabbisogno energetico dell’edificio molto contenuto. Il corretto controllo acustico e la scelta attenta di materiali e tecnologie ne sono aspetti inscindibili.

Per la realizzazione di edifici a energia quasi zero risultano di primaria importanza alcuni accorgimenti:

  • FATTORI CLIMATICI
    La Casa Mediterranea deve tenere in considerazione prima di tutto i fattori climatici locali per costruire un modello di sistema abitativo che si adatti alle condizioni climatiche invernali (riscaldamento) e a quelle estive (raffrescamento). La Casa Mediterranea vive di aria, di sole e di acqua e i fattori climatici diventano autentici alleati per la sua sostenibilità.

 

  • ORIENTAMENTO
    L’orientamento degli edifici è un fattore fondamentale per garantire il buon funzionamento dell’edificio, intendendo non soltanto la disposizione in base all’asse elio termico, ma anche la valutazione dei venti dominanti e l’influenza sul microclima dei fattori ambientali esterni: aree verdi, soleggiamento/ombreggiamento portato da altri edifici o da elementi naturali ecc.

 

  • MATERIALI NATURALI E LOCALI
    Dovrà essere privilegiata la scelta dei materiali naturali, e in particolare locali, attraverso un attento studio ed adattamento delle tecniche tradizionali che hanno prodotto un’edilizia spesso molto più performante di quella “moderna”. I materiali che concorrono alla costruzione dell’abitazione devono essere sostenibili dalla produzione allo smaltimento. Non si tratta quindi di un ritorno all’antico, ma di una rivalutazione e rilettura in chiave moderna di materiali già ampiamente sperimentati.

 

  • GIUSTO MIX DI SISTEMI PASSIVI, ATTIVI E DI ENERGIE RINNOVABILI
    L’obiettivo della casa a consumo quasi zero va conseguito attraverso un mix di soluzioni, da valutare rispetto a ciascun caso specifico, fra soluzioni passive bioclimatiche, soluzioni attive attraverso l’impiantistica e l’uso più efficace delle energie rinnovabili (non solo solare, ma anche micro‐eolico, geotermia ecc.). Occorre prima di tutto intervenire sull’involucro, altrimenti è come se la casa fosse una pentola bucata in cui si versa acqua.

 

  • COINVOLGIMENTO DEGLI ABITANTI E ATTENZIONE AI MODELLI D’USO
    Il coinvolgimento degli abitanti nelle scelte è un elemento chiave per il successo delle iniziative di contenimento dei consumi, ma occorre ideare dei sistemi abitativi che siano adattati ai modelli d’uso, ai modi di vita ed al livello di consapevolezza degli abitanti.

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