Innovazione nei Laterizi Poroton: tecnologie, prestazioni e applicazioni per l’edilizia del futuro
Innovazione nei Laterizi Poroton: Tecnologie, Prestazioni e Applicazioni per l’Edilizia del Futuro
Dal laterizio “classico” al materiale ingegnerizzato
Il laterizio è rimasto riconoscibile nel tempo, ma il modo in cui oggi viene progettato e prodotto non ha più molto a che vedere con l’immagine tradizionale del mattone “pieno” e uniforme. Negli ultimi decenni la ricerca ha spostato l’attenzione dalla sola resistenza alla capacità del blocco di lavorare come componente prestazionale dell’involucro: termica, acustica, igrometrica e, in certi casi, anche strutturale. È qui che i LATERIZI POROTON si collocano come evoluzione concreta, perché la porizzazione controllata e l’ottimizzazione delle geometrie interne non sono un dettaglio produttivo, ma la base su cui si costruisce l’intero comportamento in opera.
La produzione resta un processo ceramico, quindi estrusione dell’impasto, essiccazione e cottura ad alte temperature in ciclo continuo. La differenza sta nel controllo fine della microstruttura e nella precisione con cui vengono disegnati fori, setti e camere d’aria. Un blocco moderno non “nasce” solo per essere posato, nasce per rispondere a vincoli reali del progetto: riduzione dei ponti termici, continuità muraria, tolleranze geometriche più strette, compatibilità con sistemi di rinforzo e con dettagli costruttivi complessi. In cantiere, questa evoluzione si traduce in una cosa molto pratica: meno correzioni, meno adattamenti “a occhio”, meno passaggi che frenano l’intero flusso.
Prestazioni termiche tra porosità, massa e comportamento estivo
L’innovazione termica nei LATERIZI POROTON non sta solo nel “ridurre la conducibilità”, perché quello è l’obiettivo finale, non il meccanismo. Il meccanismo è la gestione dell’aria all’interno del materiale e delle cavità: aria ferma, percorsi di trasmissione del calore più lunghi, setti progettati per interrompere la continuità dei flussi termici. In molte configurazioni monostrato si ottengono prestazioni interessanti senza dover dipendere necessariamente da un rivestimento esterno aggiuntivo, a patto che il nodo costruttivo sia disegnato con coerenza e che la posa non diventi il fattore limitante.
Poi c’è il tema estivo, che in residenziale pesa più di quanto spesso si ammetta, perché è lì che si misura la qualità percepita. La massa del laterizio non è un concetto astratto: significa capacità di assorbire calore e rilasciarlo lentamente, spostando nel tempo i picchi. Lo sfasamento dell’onda termica, quando è ben gestito, riduce il rischio di surriscaldamento nelle ore critiche e rende più efficaci le strategie passive come schermature, ventilazione notturna e gestione delle aperture. Se il progetto è impostato bene, l’involucro diventa una sorta di “regolatore lento” che stabilizza, invece di inseguire continuamente le variazioni esterne.
Acustica: geometrie interne, continuità e dettagli che fanno la differenza
Sul fronte acustico, la prestazione non dipende solo dalla massa, anche se la massa resta un pilastro dell’isolamento ai rumori aerei. La geometria interna dei blocchi e il modo in cui la parete viene completata incidono sulla capacità di attenuare e dissipare energia sonora. I LATERIZI POROTON, proprio per la combinazione tra massa e struttura alveolare, possono offrire risultati solidi nelle pareti divisorie e nelle chiusure verso l’esterno, soprattutto quando si evitano discontinuità e “buchi” funzionali lungo il percorso del suono.
Qui entra in gioco un aspetto molto concreto: spesso la prestazione promessa dal pacchetto murario non viene compromessa dal blocco, ma da una fase che crea accumulo di problemi. Giunti non sigillati bene, attraversamenti impiantistici improvvisati, contropareti scollegate male, collegamenti rigidi che portano vibrazioni. È una catena, e l’anello debole del sistema tende a stare nei dettagli. Una muratura progettata con criterio, con tracciati impiantistici già previsti e una stratigrafia coerente, permette di preservare l’isolamento acustico senza rincorrere correzioni a posteriori.
Sicurezza passiva e comportamento al fuoco come requisito di progetto
La sicurezza antincendio, nel progetto contemporaneo, non è solo un capitolo di verifica, è una condizione di esercizio dell’edificio. Il laterizio, essendo un materiale ceramico, ha un comportamento intrinsecamente stabile alle alte temperature: non collassa “per fusione”, non rilascia fumi da componenti organiche proprie del materiale, mantiene una buona stabilità dimensionale. Questo non significa che qualsiasi parete sia automaticamente performante, perché la prestazione dipende anche da spessori, intonaci, continuità e vincoli, ma la base materiale è robusta.
In edifici con affollamento più elevato o funzioni sensibili, la compartimentazione e la protezione delle vie di esodo richiedono soluzioni prevedibili. In questi casi una muratura in LATERIZI POROTON, se inserita nel sistema complessivo dell’edificio e completata con dettagli coerenti, aiuta a raggiungere livelli di sicurezza passiva senza introdurre componenti “estranei” che diventano un nodo che riduce la capacità complessiva del pacchetto.
Sostenibilità operativa: non solo materia prima, ma ciclo di vita e durabilità
La sostenibilità, nel settore edilizio, non si misura solo con l’origine naturale delle materie prime. Si misura anche con la durabilità, con l’energia incorporata distribuita su decenni di vita utile, con la manutenzione ridotta e con la possibilità di gestire la dismissione senza generare criticità. Il laterizio, se prodotto con processi efficienti e filiere organizzate, può collocarsi bene in una logica di ciclo di vita. E qui la tecnologia conta: ridurre scarti, migliorare la stabilità del prodotto, standardizzare prestazioni e controlli non è un discorso “verde” di facciata, è organizzazione industriale.
In un progetto che punta a requisiti ambientali più stringenti, la disponibilità di documentazione prestazionale e ambientale diventa un passaggio che frena l’intero flusso se manca o se è incoerente. Quando invece è allineata, consente al progettista di lavorare in modo più pulito, riduce i rischi in gara e facilita la gestione del capitolato. È meno visibile, ma nella pratica cambia molto.
Digitalizzazione, BIM e innovazione di posa come leva di qualità in cantiere
La trasformazione digitale ha spostato il baricentro dalla scelta “per abitudine” alla scelta basata su dati. Nei modelli BIM, un componente non è solo una geometria: porta con sé parametri, prestazioni, vincoli, codifiche, compatibilità con verifiche energetiche e, in alcuni casi, con controlli strutturali. I sistemi in laterizio oggi vengono spesso rappresentati con oggetti parametrici che semplificano il coordinamento tra architettura, struttura e impianti, riducendo interferenze e varianti in corso d’opera. Non è un tema da ufficio tecnico soltanto: quando il coordinamento è migliore, il cantiere tende a essere più lineare.
Anche l’innovazione di posa va letta in questo modo. Blocchi rettificati, giunti più sottili, incastri verticali e accessori dedicati non servono a “fare prima” in modo superficiale; servono a ridurre la variabilità esecutiva, che spesso è la vera strozzatura del processo. Meno spessori incontrollati, pareti più planari, continuità più affidabile nei nodi, ponti termici meno “creati” in opera. In prospettiva, l’applicazione in edifici ad alte prestazioni e negli interventi di riqualificazione si gioca proprio qui: su soluzioni che siano performanti sulla carta, ma anche ripetibili sul campo, senza dipendere dall’eccezione o dall’aggiustamento continuo.
Alla fine, l’idea di “edilizia del futuro” non coincide con un materiale futuristico. Coincide con materiali che si comportano in modo prevedibile, misurabile e integrabile, e con processi che riducono gli errori prima che diventino costosi. In questo senso, i LATERIZI POROTON hanno senso quando vengono trattati per quello che sono diventati: un componente tecnico, non un semplice elemento di muratura.
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