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Mattoni Forati: Produzione, Caratteristiche e Innovazioni per l’Edilizia Sostenibile

Mattoni Forati: Produzione, Caratteristiche e Innovazioni per l’Edilizia Sostenibile

Mattoni Forati: Produzione, Caratteristiche e Innovazioni per l’Edilizia Sostenibile

Mattoni forati: un elemento semplice solo in apparenza

I mattoni forati accompagnano l’edilizia da decenni, spesso dati per scontati proprio perché onnipresenti. In realtà, dietro la loro apparente semplicità si nasconde un equilibrio tecnico che li ha resi indispensabili nel tempo. La base è sempre l’argilla, arricchita naturalmente da ossidi di ferro, calcio, alluminio e silicio, una composizione che garantisce stabilità, durabilità e una buona risposta alle sollecitazioni tipiche delle murature non portanti. La differenza rispetto al mattone pieno sta nella percentuale di vuoti, che alleggerisce il prodotto e ne amplia l’ambito applicativo, soprattutto per tramezzi e tamponature.

Questa struttura forata non nasce per caso. È il risultato di una scelta precisa: ridurre peso e consumi di materiale senza compromettere la funzionalità. Un principio che, per certi aspetti, anticipa la logica oggi applicata anche ai LATERIZI POROTON, seppur con soluzioni tecniche più evolute.

Dalla materia prima al blocco finito: una filiera ottimizzata

Il processo produttivo dei mattoni forati segue una sequenza ormai consolidata, ma affinata nel tempo. Tutto parte dall’estrazione dell’argilla, che viene accuratamente raffinata per eliminare impurità e componenti lapidee. Questa fase è tutt’altro che marginale, perché influisce direttamente sulla qualità del prodotto finale. L’argilla pulita viene poi miscelata e inumidita fino a ottenere una pasta omogenea, sufficientemente plastica da essere lavorata senza creare discontinuità.

La formatura avviene tramite estrusione: la massa viene spinta attraverso una mattoniera che definisce la geometria del mattone e la disposizione dei fori. Un filo d’acciaio provvede al taglio, garantendo dimensioni costanti. Segue l’essiccazione, oggi affidata a impianti controllati che sfruttano aria calda recuperata dai forni di cottura. È un passaggio chiave, perché riduce il rischio di fessurazioni e rappresenta uno snodo che determina la produttività complessiva del ciclo.

La cottura finale avviene in forni a tunnel, con temperature graduate lungo il percorso. Il risultato è un mattone stabile, resistente e pronto per l’impiego in cantiere.

Caratteristiche tecniche e applicazioni ricorrenti

La leggerezza resta il principale punto di forza dei mattoni forati. La percentuale di vuoti, che non supera il 70% del volume complessivo, consente una buona maneggevolezza senza azzerare la resistenza. Le bucature, variabili da 3 a oltre 20 fori, sono progettate per mantenere continuità strutturale e facilitare la posa.

In edilizia residenziale, l’impiego più frequente riguarda tramezzi interni e tamponature a cassetta. In queste configurazioni, si realizzano pareti doppie: uno strato esterno, spesso 13–15 cm, e uno interno più sottile, intorno agli 8 cm. L’intercapedine centrale ospita materiali isolanti che migliorano le prestazioni termiche e acustiche dell’involucro. Il modulo standard da 25×25 cm semplifica le operazioni di posa e riduce la necessità di intonaci pesanti, grazie a spigoli regolari e superfici ben definite.

Un vantaggio operativo spesso sottovalutato è la facilità di alloggiamento degli impianti. I fori interni permettono di realizzare canalizzazioni senza demolizioni invasive, evitando quelle fasi che rallentano l’intero flusso di cantiere.

Evoluzione progettuale e nuove prospettive sostenibili

Pur mantenendo una forma riconoscibile, il mattone forato sta evolvendo. La ricerca si concentra su geometrie capaci di migliorare la dissipazione del calore e il comfort interno, sfruttando la combinazione tra porosità e ventilazione naturale. Alcuni prototipi sperimentali introducono sezioni irregolari che favoriscono la dispersione termica e riducono l’accumulo di caloria nelle murature esposte.

Queste soluzioni non incidono solo sull’efficienza energetica, ma anche sull’acustica e sull’estetica. Le superfici diventano parte attiva del progetto architettonico, soprattutto nelle facciate, dove il mattone forato può assumere un ruolo espressivo oltre che funzionale.

Nel tempo, i mattoni forati hanno dimostrato una capacità di adattamento notevole. Non sono un residuo del passato, ma un elemento che continua a trovare spazio nell’edilizia contemporanea, proprio perché riesce a coniugare semplicità costruttiva, flessibilità progettuale e attenzione crescente alla sostenibilità.


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