Plasticità dell’argilla nei laterizi: lavorabilità e qualità
La plasticità dell’argilla è la sua capacità di cambiare forma sotto una forza senza rompersi. È una proprietà essenziale per produrre laterizi, perché influenza lavorabilità, formatura, cottura e qualità finale del mattone. In questo articolo vediamo come agisce in ogni fase, che ruolo ha l’acqua e perché conta anche per i blocchi Poroton.
Cos’è la plasticità dell’argilla
Un’argilla plastica si lascia modellare facilmente e mantiene la forma ricevuta. Questa caratteristica dipende soprattutto dalla dimensione delle particelle e dalla quantità d’acqua presente.
Le argille con particelle molto fini sono più plastiche e più adatte a laterizi di alta qualità. La plasticità si misura con l’indice di plasticità, cioè la differenza tra limite liquido e limite plastico. I valori di riferimento sono spiegati nella guida alla valutazione dell’argilla per laterizi.
Plasticità dell’argilla e lavorabilità in produzione
Durante la produzione, un’argilla plastica facilita la modellazione negli stampi o con l’estrusione. Così si ottengono mattoni di forma uniforme e con buone caratteristiche strutturali.
L’acqua agisce come un lubrificante: permette alle particelle di scivolare l’una sull’altra senza separarsi. Questo mantiene l’integrità del mattone durante la formatura.
Il dosaggio dell’acqua però va controllato con cura. Un eccesso riduce la resistenza del mattone. Una quantità insufficiente, invece, rende l’argilla poco lavorabile.
Ritenzione idrica e stabilità dei laterizi
Strettamente legata alla plasticità è la capacità di ritenzione idrica, cioè quanta acqua l’argilla riesce a trattenere. Dipende dalla struttura minerale e dalla finezza delle particelle.
Un’argilla che trattiene bene l’acqua resta lavorabile più a lungo e si modella meglio. In fase di essiccazione, però, l’acqua va eliminata in modo graduale. Se esce troppo in fretta, il mattone si ritira in modo irregolare e si crepa.
Per questo i produttori bilanciano argille fini e componenti sabbiose. La struttura minerale, descritta nell’articolo sulla composizione dell’argilla, è decisiva per la stabilità del blocco.
Cottura: dalla plasticità alla resistenza
La cottura trasforma le caratteristiche del mattone. La plasticità iniziale favorisce la vetrificazione, un fenomeno che fonde in parte le particelle di argilla. Aumentano così resistenza e durabilità del prodotto finito.
È una fase critica, ma decisiva. Garantisce che il mattone resista ai carichi e agli agenti atmosferici una volta posato. Se vuoi approfondire il processo, leggi come avviene l’incontro tra argilla e fuoco.
Bassa permeabilità e durabilità nel tempo
Dopo la cottura, un impasto ben bilanciato dà un laterizio con una permeabilità controllata. Il mattone limita l’assorbimento d’acqua, ma resta traspirante e regola l’umidità degli ambienti.
Questo protegge la muratura dal degrado causato da gelo e umidità. Migliora anche il comfort interno e riduce la manutenzione nel tempo.
La plasticità dell’argilla nei laterizi Poroton
I laterizi Poroton sono noti per isolamento termico, leggerezza e stabilità. In parte questi risultati dipendono dalla composizione dell’argilla usata. All’impasto si aggiungono materiali come segatura non trattata o polistirolo riciclato.
In cottura questi materiali bruciano e lasciano microcavità piene d’aria. È la porizzazione, che migliora l’isolamento termico. Per questo i blocchi sono molto richiesti per edifici a basso consumo e case passive, come spiegato nella guida al laterizio Poroton.
La plasticità aiuta a formare il blocco. Sono però la cottura e gli additivi a determinare gran parte delle prestazioni finali, insieme alla stabilità termica e alla resistenza all’umidità.