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Comportamento al fuoco delle murature

Comportamento al fuoco delle murature

I materiali da costruzione variano il proprio comportamento al fuoco in base alla loro natura. Vedremo nel seguito come si comporta al fuoco una comune parete in muratura.

Rapporto con il fuoco e comportamento

È risaputo che i laterizi durante la loro produzione vanno incontro, ad un certo momento, alla cottura dei blocchi preformati, che avviene in appositi forni a tunnel molto lunghi con all’interno temperature moto elevate e variabili in relazione al particolare tipo di laterizio e in funzione della tipologia del materiale argilloso impiegato per la formazione dell’elemento laterizio.

Questo ci porta a dire che il laterizio cotto ha memoria di aver già subito nella gli effetti delle elevatissime temperature che ha già incontrato, infatti è proprio durante nella fase della cottura che il laterizio assumerà le sue migliori caratteristiche che lo rendono performante nei suoi impieghi.

Per comportamento al fuoco di un materiale si intende, invece, l’insieme delle trasformazioni fisico-chimiche che si verificano in dipendenza dell’esposizione all’azione del fuoco, che può esplicarsi su un singolo materiale o su una tipologia di sistema costruttivo.

Il comportamento al fuoco è definito per mezzo di due parametri fondamentali: la reazione al fuoco e la resistenza al fuoco.

La reazione al fuoco è definita come “il valore di partecipazione di un determinato materiale combustibile ad alimentare il fuoco a cui è sottoposto”.

Classificazioni in base alla reazione al fuoco

In base a ciò i materiali vengono ripartiti nelle classi numeriche 0, 1, 2, 3, 4, 5 che misurano, come detto, la compartecipazione alla combustione di quel determinato materiale.

I materiali appartenenti alla classe numerica 0 (zero) non sono combustibili.

In questa classificazione il laterizio, sia la tipologia tradizionale che la tipologia alleggerita è un materiale non combustibile e quindi inserito nella classe 0.

Per cui, l’altro parametro, quello di reazione al fuoco, non viene affatto tenuto in considerazione.

Per quanto attiene la resistenza al fuoco è definita come la capacità di un materiale a conservare per un determinato periodo di tempo, la stabilità “R”, la tenuta “E”, l’isolamento termico “I”.

Cioè quel valore che comunemente viene riconosciuto come la REI di un materiale a cui si associa un numero che è l’indicazione dei minuti che quel materiale esprime come resistenza al fuoco.

Una muratura REI 120 è una parete capace di conservare, sotto l’azione di un incendio, la resistenza meccanica, la tenuta e l’isolamento per 120 minuti.

Effetto del fuoco sulle murature in mattoni

Come detto i laterizi appartengono alla classe 0 e non contribuiscono all’incremento dell’incendio.

Ma sappiamo che una parete è composta da singoli elementi tenuti insieme da un collante, quindi con i giunti di malta, sia in senso verticale che orizzontale, il tutto rivestito da uno o più strati di intonaco.

Considerando una parete con un solo strato di intonaco si può affermare che la presenza dell’intonaco ha molta importanza e influenza la resistenza che la parete offre al fuoco, specialmente per quelle pareti con spessori minimi del laterizio, cioè dai 6 ai 10 cm, per le quali la faccia esposta al fuoco crea la comparsa di fessure dovute alla dilatazione termica.

Lo strato di intonaco quindi costituisce una buona protezione e dilata i tempi di resistenza al fuoco, l’incremento è dipendente dallo spessore e dal tipo di intonaco usato.

Anche l’applicazione di intonaci protettivi rallentano egregiamente i fenomeni di sgretolamento dei giunti della malta cementizia causati dalle elevate temperature che se non protette fanno perdere la resistenza complessiva della parete fino al collasso.

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