Mattoni forati in cemento: caratteristiche, dimensioni e differenze rispetto al laterizio
Quando si parla di mattoni forati in edilizia, ci si riferisce spesso indistintamente a due materiali diversi: i mattoni forati in laterizio — prodotti dall’argilla cotta — e quelli comunemente chiamati “mattoni di cemento forati”, in realtà blocchi in calcestruzzo alleggerito. La distinzione non è solo terminologica: i due materiali hanno caratteristiche fisiche, termiche e di comportamento in opera significativamente diverse, e la scelta tra l’uno e l’altro incide in modo diretto sulle prestazioni dell’edificio.
In questo articolo spieghiamo cos’è un mattone forato in cemento, come si confronta con il laterizio forato e in quali applicazioni ciascuno dei due materiali trova il suo impiego più appropriato.
Cosa si intende per “mattone forato in cemento”
Il termine “mattone forato in cemento” — o “mattoni di cemento forati” — indica nella pratica comune blocchi costruttivi realizzati con calcestruzzo leggero o normale, con forature verticali od orizzontali che riducono il peso e consentono di gestire alcune esigenze termiche e acustiche di base. Non si tratta di laterizio — materiale ceramico ottenuto dalla cottura dell’argilla — ma di un prodotto a base cementizia, con caratteristiche fisiche diverse.
In Italia, i blocchi in calcestruzzo sono disciplinati dalla norma UNI EN 771-3, distinta dalla UNI EN 771-1 che regola i laterizi in argilla. Questa distinzione normativa riflette le differenze sostanziali tra i due materiali: composizione chimica, resistenza meccanica, comportamento igrotermico, massa volumetrica e classe di reazione al fuoco presentano valori diversi che il progettista deve considerare nella scelta del sistema costruttivo.
Confronto tecnico: mattoni in cemento forati vs laterizio forato
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Caratteristica |
Blocco in calcestruzzo (“cemento”) |
Laterizio forato (argilla cotta) |
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Materia prima |
Cemento, aggregati, acqua |
Argilla naturale cotta in fornace |
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Massa volumetrica |
700–1.600 kg/m³ (variabile) |
600–1.200 kg/m³ (variabile) |
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Conducibilità termica λ |
0,45–1,0 W/mK (tipico) |
0,18–0,45 W/mK (tipico) |
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Traspirabilità (µ) |
Bassa — scarsa diffusione vapore |
Alta — buona traspirabilità |
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Reazione al fuoco |
A1 (non combustibile) |
A1 (non combustibile) |
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Resistenza al gelo |
Variabile — dipende dalla miscela |
Elevata nei prodotti certificati |
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Riciclabilità |
Parziale (aggregato riciclato) |
Elevata (ceramica inerte) |
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Norma di prodotto |
UNI EN 771-3 |
UNI EN 771-1 |
Il laterizio forato, prodotto dall’argilla cotta, presenta in generale una conducibilità termica inferiore rispetto ai blocchi in calcestruzzo e una traspirabilità significativamente superiore — caratteristica che contribuisce alla regolazione naturale dell’umidità interna e riduce il rischio di condensa interstiziale. Questi vantaggi termici e igrotermici rendono il laterizio la scelta prevalente nell’edilizia residenziale italiana di qualità.
In quali applicazioni si usano i blocchi in calcestruzzo forati
I blocchi in calcestruzzo trovano impiego principalmente in applicazioni dove la resistenza meccanica è prioritaria rispetto alle prestazioni termiche: costruzioni industriali, muri di recinzione, fondazioni fuori terra, locali tecnici e ambienti non abitati dove non sono richieste prestazioni di comfort abitativo. In questi contesti, la maggiore massa del calcestruzzo offre buona resistenza meccanica a costi contenuti.
Nell’edilizia residenziale, i blocchi in calcestruzzo sono meno diffusi rispetto al laterizio proprio per le prestazioni termiche inferiori: la Direttiva Case Green e il Decreto Requisiti Minimi impongono valori di trasmittanza termica che richiedono, con i blocchi in calcestruzzo standard, l’aggiunta di strati isolanti aggiuntivi consistenti, mentre i blocchi in laterizio porizzato — come quelli della gamma ECOPOR® T2D — possono raggiungere in molti casi le prestazioni richieste con spessori più contenuti.
I laterizi forati T2D: la risposta italiana alla qualità costruttiva
T2D produce una gamma completa di laterizi forati per ogni applicazione edilizia: dalla tramezzatura interna con i foratini fino ai blocchi per muratura portante ECOPOR® WALL e ai blocchi per tamponamento ECOPOR® SSC. Tutti i prodotti T2D sono realizzati con argilla selezionata, cotta ad alte temperature nei propri stabilimenti del Centro-Nord Italia, nel rispetto della norma UNI EN 771-1.
La differenza rispetto ai “mattoni di cemento forati” non è solo di prestazioni: è di filosofia costruttiva. Il laterizio è un materiale naturale che non emette sostanze chimiche negli ambienti abitati, regola passivamente l’umidità, ha una durabilità intrinseca superiore alla vita utile dell’edificio e si ricicla completamente a fine vita. Per chi costruisce pensando ai decenni successivi, la scelta del laterizio rispetto al calcestruzzo è una decisione che si ripaga nel tempo.
FAQ — Domande frequenti sui mattoni forati in cemento e laterizio
Non necessariamente. I blocchi in calcestruzzo e i laterizi forati possono avere formati differenti, anche se spesso si sovrappongono sulle misure più diffuse (es. 25×25×20 cm per i blocchi in calcestruzzo, vs 25×25×12 o 25×25×20 per i forati in laterizio). Le dimensioni di riferimento per i laterizi forati sono definite dalla norma UNI EN 771-1 e dai formati tradizionali italiani, mentre i blocchi in calcestruzzo seguono la UNI EN 771-3.
I blocchi in calcestruzzo certificati possono essere impiegati in muratura portante secondo le NTC 2018, ma richiedono una progettazione strutturale specifica. In zona sismica, la scelta del sistema costruttivo — laterizio o calcestruzzo — va sempre verificata con un progettista strutturale abilitato. I sistemi T2D in laterizio dispongono di caratteristiche meccaniche certificate (norma UNI EN 771-1) utilizzabili nel calcolo strutturale secondo le NTC 2018.
In generale sì: il laterizio porizzato ha una conducibilità termica tipicamente inferiore rispetto ai blocchi in calcestruzzo standard, e una traspirabilità significativamente maggiore che contribuisce alla regolazione igrotermica degli ambienti. I blocchi in calcestruzzo con aggregati leggeri (pomice, argilla espansa) possono avvicinarsi alle prestazioni termiche del laterizio, ma rimangono generalmente meno traspiranti.
Non è una pratica raccomandata, salvo in casi specifici valutati da un tecnico: i due materiali hanno comportamenti meccanici e igrotermici diversi, e la loro combinazione può generare discontinuità nelle prestazioni complessive della parete, incompatibilità nelle malte di allettamento e rischi di condensa nelle interfacce. È preferibile mantenere la coerenza materica all’interno di ciascuna parete.
Il colore è spesso il primo indicatore: i laterizi in argilla cotta hanno tonalità calde che vanno dal rosso mattone al rosso-arancio, con variazioni naturali legate alla composizione dell’argilla. I blocchi in calcestruzzo hanno generalmente colori più freddi, grigio-biancastri, con superfici più uniformi. La texture superficiale è anche diversa: più granulosa nel calcestruzzo, più compatta e fine nel laterizio cotto.
Conclusione
La confusione terminologica tra “mattoni di cemento forati” e laterizi forati è comune, ma le differenze tra i due materiali sono sostanziali e incidono direttamente sulle prestazioni dell’edificio. Per l’edilizia residenziale di qualità, il laterizio forato T2D — naturale, traspirante, durevole e termicamente efficiente — rappresenta la scelta più completa e coerente con i requisiti costruttivi contemporanei.
Per scoprire la gamma di laterizi forati T2D più adatta alla tua costruzione, visita t2d.it o contatta il team tecnico.
Tecnico responsabile presso T2D laterizi