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BIM obbligatorio dal 2025: per quali opere pubbliche vale e cosa cambia

Cantiere con murature in blocchi di laterizio T2D marcati CE, un esempio di opera per cui vale il BIM obbligatorio

Dal 1° gennaio 2025 il BIM obbligatorio è una realtà per le opere pubbliche più importanti. In questo articolo vediamo cosa prevede oggi la norma e quali progetti riguarda. Poi spieghiamo come si è arrivati a questo obbligo e perché conviene usare il BIM anche quando non è richiesto.

BIM obbligatorio: cosa prevede la norma dal 2025

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), all’articolo 43, ha reso obbligatori i metodi e gli strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni. Il decreto correttivo D.Lgs. 209/2024 ha poi precisato la soglia. Oggi la regola è questa:

  • dal 1° gennaio 2025 il BIM è obbligatorio per la progettazione e realizzazione di opere pubbliche di nuova costruzione e di interventi su edifici esistenti;
  • l’obbligo vale per i lavori con un costo presunto superiore a 2 milioni di euro;
  • per gli edifici tutelati come beni culturali l’obbligo scatta solo sopra la soglia europea.

È importante chiarire un punto: il BIM obbligatorio riguarda gli appalti pubblici. Per i progetti privati non c’è un obbligo di legge, anche se il BIM resta una scelta sempre più diffusa per i vantaggi che offre.

Come si è arrivati al BIM obbligatorio

Il percorso è iniziato con il Decreto Ministeriale n. 560 del 1° dicembre 2017, il cosiddetto “Decreto BIM”. Il decreto ha introdotto il BIM negli appalti pubblici in modo graduale, partendo dalle opere più grandi:

  • dal 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro;
  • dal 2020 per i lavori oltre i 50 milioni di euro;
  • dal 2021 per i lavori oltre i 15 milioni di euro;
  • dal 2022 per le opere sopra i 5,2 milioni di euro;
  • dal 2023 per le opere sopra 1 milione di euro.

Il calendario prevedeva l’estensione a tutte le nuove opere pubbliche dal 2025. Con il nuovo Codice dei contratti e il correttivo, invece, la soglia è stata fissata a 2 milioni di euro.

Cosa cambia per le stazioni appaltanti

Anche le stazioni appaltanti devono adeguarsi. Servono strumenti elettronici specifici:

  • programmi per la modellazione degli edifici e delle infrastrutture;
  • software per il controllo metrico in fase di progettazione, costruzione e gestione delle opere, comprese le verifiche di quanto costruito;
  • sistemi che permettano alla stazione appaltante di consultare i dati in qualsiasi momento, per verificare che l’opera corrisponda al progetto esecutivo approvato.

A questo si aggiungono un piano di formazione del personale e un piano per acquistare e mantenere hardware e software. Infine servono piattaforme interoperabili che usino formati aperti, così i dati si possono consultare in ogni fase del progetto e del cantiere.

Cos’è il BIM e perché è una rivoluzione

Il BIM, acronimo di Building Information Modeling, è una metodologia che usa software dedicati per raccogliere e organizzare tutte le informazioni di un progetto edilizio. Si parte dall’idea iniziale e si arriva al modello virtuale dell’edificio, che lo accompagna per tutto il ciclo di vita, fino alla demolizione. Per approfondire, leggi la nostra guida su cos’è il BIM.

La novità sta nella digitalizzazione dei dati di ogni singolo elemento della costruzione. Il processo e l’iter burocratico diventano digitali e aperti a tutti i partecipanti, che possono consultare, redigere e aggiornare i dati del modello. Per lavorare in BIM servono appositi software BIM.

Perché usare il BIM anche quando non è obbligatorio

Il BIM obbligatorio non comporta solo vincoli: porta anche molti vantaggi a progettisti e imprese. Per questo conviene usarlo fin da subito, anche nei progetti sotto soglia o privati.

Progettazione più efficiente. Tutte le informazioni stanno in un unico modello virtuale. Così i problemi emergono prima e si risolvono in modo più rapido e preciso.

Più trasparenza negli appalti. I dati del modello sono consultabili in qualsiasi momento. Questo riduce i tempi di progettazione e semplifica la partecipazione alle gare.

Gestione migliore dell’edificio. Il modello raccoglie tutte le informazioni anche dopo la costruzione, quindi la manutenzione diventa più semplice ed efficace. Tutti gli altri benefici sono raccolti nel nostro articolo sui vantaggi del BIM.

Anche i materiali da costruzione entrano nel modello. T2D mette a disposizione gratuitamente gli oggetti BIM delle proprie linee di laterizi, pronti da inserire nel progetto.