Casa passiva o nZeb? Le differenze fra le due case ecologiche

Sentiamo spesso parlare in maniera equivalente, e a volte anche a sproposito, di edifici nZeb (Nearly Zero Energy Building) e di “case passive”. Le due terminologie, sebbene vogliano descrivere un concetto simile, ovvero edifici ad alte prestazioni energetiche, presentano differenze marcate.

Infatti, al centro del concetto di casa passiva non c’è solo il risparmio e l’autonomia energetica, ma anche il benessere delle persone che vivono la casa e il loro comfort abitativo. Negli edifici nZeb, invece, si tende ad enfatizzare maggiormente l’impatto ambientale, ma non si fa specifico riferimento al benessere e al comfort termico. Inoltre, mentre la casa passiva è un concetto architettonico codificato all’interno di protocolli internazionali, gli edifici a energia quasi zero sono invece standard richiesti dall’Europa all’interno del programma “2020” per ridurre le emissioni di CO2, ma che non sono mai stati codificati e omologati e anzi, lasciano molto spazio di interpretazione da parte degli stati membri.

Quindi gli nZeb sono quasi da considerarsi più come un concetto, nato da esigenze ambientali, più che un vero e proprio stile architettonico o protocollo edilizio. Vediamo dunque nello specifico la differenza fra casa passiva ed edifici a energia quasi zero e quali sono le caratteristiche principali che le definiscono .

Le caratteristiche degli Edifici nZEB

La comunità Europea, spinta dall’esigenza di convertire la propria economia verso uno sviluppo più sostenibile, ha introdotto nel 2010 il concetto di edifici nZEB, attraverso una direttiva europea che obbliga tutti gli stati membri, entro il 2020, a raggiungere il risultato di riduzione del 20% della dipendenza da fonti energetiche fossili e contemporaneamente a diminuire il fabbisogno energetico.

Ogni stato è chiamato ad omologarsi, ma è stato lasciato libero di recepire la norma e legiferare stabilendo i parametri nazionali. Leggendo la direttiva quindi, il riferimento più marcato è quello relativo proprio alle fonti rinnovabili. Un edificio nZEB quindi, si desume debba integrare pannelli che sfruttano le energie rinnovabili come quelle del sole e del vento. In aggiunta, si specifica che tali risorse energetiche possano essere anche fornite da impianti ad energia rinnovabile presenti nelle vicinanze dell’edificio stesso.

Le caratteristiche delle Case passive

Al contrario degli edifici nZEB, quello delle case passive è un progetto che nasce in un contesto architettonico, già nel 1988, grazie agli studi dell’architetto Bo Adams. I parametri che fanno di un’abitazione una casa passiva prevedono prima di tutto che il fabbisogno energetico che comprende riscaldamento, luce, acqua calda e fredda sanitaria e ovviamente, riscaldamento e raffreddamento, venga soddisfatto attraverso un dispendio energetico molto basso. Per ottenere una certificazione come “casa passiva” quindi, i parametri stabiliti devono essere rispettati, in tutto il ciclo di vita dell’edificio. Per questo motivo, è importantissimo che la fase di progettazione sia molto accurata e che preveda da subito l’impiego di materiali adatti allo scopo. Molto importante è l’isolamento termico, che deve essere realizzato in assenza di ponti termici, che devono essere calcolati in tutte le fasi di realizzazione.

Casa passiva ed edifici nZeb a confronto

Ciò che lega i due termini è indubbiamente l’utilizzo di fonti rinnovabili, anche se l’approvvigionamento degli edifici nZeb, può essere non esclusivamente prodotto dall’edificio stesso, mentre per quanto riguarda le case passive, queste devono essere del tutto autosufficienti. Come abbiamo già accennato, poi mentre la normativa europea non specifica quale sia il rapporto tra energia prodotta e consumata dagli edifici nZEB per ottenere la corrispondente certificazione, le case passive devono necessariamente rispettare parametri stringenti per poter conseguire la certificazione.

Bisogna però sottolineare che la normativa sugli edifici nZEB nasce con lo scopo di sensibilizzare i paesi della Comunità Europea al risparmio energetico, e, non potendo tenere conto delle differenti zone climatiche all’interno dell’Europa, non restava che lasciare ai legislatori di ogni singolo paese la decisione ultima in metodo alle caratteristiche per ottenere la certificazione nZEB.

Materiali per la bioedilizia

Negli ultimi anni, grazie alla nuova sensibilità ambientale e alle esigenze di costruire in maniera sempre più ecologica e green, sono stati messi sul mercato diversi prodotti per la bioedilizia, sia a base naturale e quindi biocompatibili, che prodotti pensati e progettati specificatamente per ottimizzare le prestazioni degli edifici per quanto riguarda la resa termica e il dissipamento energetico.

Non solo, i materiali per la bioedilizia dovrebbero sempre rispettare alti parametri di fabbricazione, impiegando solo risorse del territorio, non utilizzare combustibili fossili come il petrolio, ed essere realizzati con composti biodegradabili o comunque facilmente riutilizzabili, quindi con un ciclo di vita molto lungo. Proprio per rispettare tali parametri, è nata una nuova generazione di mattoni in laterizio, pensati per eliminare, fin dalle prime fasi costruttive, ogni eventuale ponte termico, che negli edifici tradizionali, erano la prima causa di perdita di calore e quindi di energia, all’interno delle abitazioni. Le case più antiche, inoltre, erano costruite con i classici mattoni pieni, le cui proprietà termiche sono ormai considerate altamente diseconomiche. Infatti, il mattone pieno tende a riscaldarsi molto nei periodi caldi, e a raffreddarsi durante gli inverni.

ECOPOR e TRIS® di T2D

Dall’esperienza e dalla passione di T2D, azienda leader nella realizzazione nella produzione di laterizi, sono nati i blocchi ECOPOR WALL, mattoni in laterizio portanti ad alte prestazioni antisismiche, che possono essere impiegati anche in sostituzione dei cappotti termici convenzionali, riducendo tempi e i costi di costruzione. I mattoni ECOPOR WALL si presentano con fori verticali, e con un sistema di porizzazione ottenuto grazie all’impiego di farina di legno. Sono caratterizzati da una percentuale di foratura uguale al 45% e hanno una massa lorda superiore a 800 kg/m³. Essendo blocchi a massa alleggerita, i mattoni ECOPOR WALL garantiscono anche un’ottima prestazione termica. I mattoni ECOPOR WALL , grazie all’impiego di materiali di origine naturale, come argilla e farina di legno, sono altamente biocompatibili, pur garantendo ottime prestazioni e durevolezza nel tempo.

L’azienda T2D, inoltre, mette a disposizione il sistema BIO TRIS®, mattoni in termolaterizio isolanti di diverse misure, che impiegano materiali fonoassorbenti e termoisolanti naturali come il sughero. Se vuoi sapere di più sui mattoni TRIS® ed ECOPOR WALL e su tutti i materiali T2D per la bioedilizia, contattaci, oppure visita il sito!

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