Laterizio: cos’è, come si produce e perché è il materiale da costruzione più usato in Italia
In questa guida spieghiamo cos’è il laterizio in modo completo: la definizione tecnica, l’etimologia, la storia, il processo produttivo, le principali categorie di prodotto e le ragioni per cui, dopo millenni di storia costruttiva, rimane il materiale da costruzione più diffuso in Italia.
“Laterizio” è uno di quei termini che tutti conoscono di nome ma che pochi saprebbero definire con precisione. Per molti è semplicemente sinonimo di mattone; per altri indica vagamente qualcosa che ha a che fare con l’argilla. In realtà, il laterizio è una famiglia intera di materiali da costruzione — dalla tegola al blocco per muratura portante — uniti da una stessa origine, un unico processo produttivo e un comune denominatore fisico: l’argilla cotta.
Definizione: co’è il laterizio e cosa significa
Ma co’è il laterizio? Un materiale da costruzione ottenuto dalla cottura ad alta temperatura di impasti a base di argilla naturale. Il termine deriva dal latino “later, lateris” — che significa mattone o tegola — e indica quindi, nella sua accezione più ampia, qualsiasi elemento costruttivo ceramico prodotto dall’argilla cotta. Mattoni pieni, mattoni forati, blocchi per muratura, interposti per solai, tegole, tavelle, coppi: sono tutti laterizi, accomunati dalla stessa materia prima e dallo stesso processo termico di trasformazione.
Dal punto di vista normativo, i laterizi sono disciplinati in Italia dalla norma europea UNI EN 771-1, che definisce i requisiti tecnici per i laterizi impiegati nelle murature: resistenza meccanica, dimensioni, tolleranze, durabilità. La norma è parte della famiglia EN 771 che regolamenta tutti gli elementi per muratura — laterizi in argilla, silicocalcarei, in calcestruzzo — ma il laterizio in argilla cotta è storicamente e statisticamente la categoria più rilevante per l’edilizia italiana.
Etimologia e storia: il laterizio nell’antichità
Il laterizio non è un’invenzione moderna. I primi mattoni in argilla essiccata al sole risalgono a circa 10.000 anni fa, nel Neolitico della Mezzaluna Fertile — le attuali aree di Iraq e Siria. Il mattone cotto in fornace, più resistente e durevole, compare intorno al 4.000 a.C. nella Mesopotamia sumera, dove grandi città come Ur erano già costruite interamente con questo materiale.
Nel mondo romano, il laterizio raggiunse il suo primo apogeo tecnologico: i romani svilupparono formate standardizzate, tecniche di cottura controllata e sistemi costruttivi sofisticati che ci hanno consegnato monumenti ancora in piedi dopo duemila anni — come il Pantheon, le terme di Caracalla e le mura aureliane. Il termine latino “opus latericium” indicava proprio la muratura in mattoni, distinta dall'”opus incertum” (muratura in pietra) e dall'”opus caementicium” (calcestruzzo romano).
In Italia, il laterizio è rimasto il materiale costruttivo dominante per tutta la storia medievale, rinascimentale e moderna: centri storici come Bologna, Ferrara, Mantova e Siena sono costruiti quasi interamente in mattoni di laterizio, una tradizione costruttiva che riflette tanto la disponibilità locale di argille di qualità quanto la sapienza tecnica di generazioni di maestranze specializzate.
Il processo produttivo: dall’argilla al mattone
La produzione del laterizio moderno segue i principi fondamentali consolidati nell’antichità, con l’aggiunta di tecnologie industriali che ne garantiscono la qualità e la costanza. Il processo parte dall’estrazione dell’argilla nelle cave — T2D gestisce cave proprie nel Centro-Nord Italia — e prosegue attraverso macinazione, miscelazione con acqua, formatura (per estrusione o pressatura), essiccazione controllata e cottura in fornace a temperature tra 900 e 1.100°C.
È la cottura in fornace che trasforma l’argilla in laterizio: le reazioni chimiche ad alta temperatura generano fasi cristalline stabili che danno al materiale la resistenza meccanica, la stabilità chimica e la durabilità che lo caratterizzano. Un laterizio ben cotto non si scioglie in acqua, non si degrada per effetto degli agenti atmosferici, non emette sostanze chimiche negli ambienti abitati e mantiene le proprie caratteristiche per secoli.
Le categorie di laterizio: una famiglia ampia e diversificata
| Categoria | Descrizione | Applicazione principale | Prodotto T2D |
|---|---|---|---|
| Mattone pieno | 0% foratura — massima massa e resistenza | Restauro, faccia a vista, muri storici | Mattone pieno T2D |
| Mattone semipieno | 15–45% foratura — equilibrio massa/peso | Muratura portante leggera | — |
| Mattone forato (foratino) | 45–65% foratura — leggero e economico | Tramezze interne non portanti | Foratino T2D |
| Blocco forato/porizzato | >45% foratura ottimizzata termicamente | Tamponamento e portante | ECOPOR® SSC / ECOPOR® WALL |
| Sistema ad alte prestazioni | Porizzato + sistema costruttivo integrato | nZEB, zona F, comfort avanzato | TRIS® / PARETE RESPIRA® |
| Interposto per solaio | Elemento speciale per solai in latero-cemento | Alleggerimento solai | Solaio T2D |
| Tegola/coppo | Elemento di copertura | Tetti in cotto | — |
Laterizio e mattone: stessa cosa o no?
Nel linguaggio comune, laterizio e mattone vengono spesso usati come sinonimi — e in effetti il mattone è il laterizio per eccellenza, il prodotto più antico e più iconico di questa famiglia. Ma dal punto di vista tecnico, “laterizio” è il termine ombrello che include tutti i prodotti in argilla cotta usati in edilizia: un coppo è un laterizio, una tavella è un laterizio, un interposto per solaio è un laterizio. Il mattone è una tipologia specifica di laterizio, così come il blocco da tamponamento è un’altra tipologia.
In italiano, il termine “laterizio” tende a essere usato più in contesti tecnici e professionali, mentre “mattone” è preferito nel linguaggio comune. In inglese, “brick” corrisponde al mattone e “fired clay product” o “ceramics” al laterizio in senso ampio. In tedesco, “Ziegel” copre entrambi i concetti. La varietà terminologica riflette quanto questo materiale sia radicato nelle culture costruttive di tutto il mondo.
Perché il laterizio è ancora il materiale da costruzione più usato in Italia
Con l’avvento dei sistemi costruttivi moderni — calcestruzzo armato, acciaio, legno ingegnerizzato, pannelli compositi — si potrebbe pensare che il laterizio abbia perso rilevanza. In realtà, rimane il materiale dominante nell’edilizia residenziale italiana, e le ragioni sono solide.
La prima è la durabilità: nessun altro materiale da costruzione di uso comune ha una vita utile documentata di secoli, come testimoniano le murature romane ancora in piedi. La seconda è la traspirabilità: il laterizio regola naturalmente l’umidità degli ambienti interni, un vantaggio igrotermico che i materiali sintetici non possono replicare. La terza è la disponibilità locale: l’Italia ha riserve abbondanti di argille di qualità e una tradizione produttiva centenaria, con stabilimenti distribuiti sul territorio che garantiscono tempi di consegna rapidi. La quarta è la versatilità tecnica: la gamma moderna di laterizi — dai blocchi porizzati ECOPOR® ai sistemi TRIS® per le zone climatiche più fredde — risponde a qualsiasi esigenza costruttiva contemporanea.
Conclusione – cos’è il laterizio
Cos’è il laterizio? Argilla, acqua e fuoco: una formula millenaria che la tecnologia moderna ha reso più efficiente senza stravolgerne l’essenza. Dalle cave di T2D ai cantieri italiani, passando per la fornace che trasforma la terra in materiale da costruzione, il laterizio rimane il punto di partenza irrinunciabile per chi vuole costruire con materiali naturali, duraturi e con radici profonde nella tradizione costruttiva italiana.
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FAQ — Domande frequenti cos’è il laterizio
Il laterizio è una categoria specifica della grande famiglia delle ceramiche: tutti i laterizi sono ceramiche (prodotti dall’argilla cotta), ma non tutte le ceramiche sono laterizi. Le ceramiche fine — piastrelle, sanitari, stoviglie — sono prodotte con argille più pure e cotte a temperature più elevate rispetto al laterizio da costruzione. I laterizi usano argille più grossolane e temperature di cottura più basse (900–1.100°C), ottimizzate per la resistenza meccanica e la stabilità dimensionale piuttosto che per la finezza estetica.
Un laterizio di qualità ha dimensioni costanti e uniformi (tolleranze ridotte), superficie compatta senza crepe o bollosità, colorazione omogenea senza zone di diversa cottura, e suono metallico quando percosso (un suono sordo indica pezzi mal cotti o fessurati internamente). Dal punto di vista documentale, un laterizio di qualità è accompagnato da una scheda tecnica con le caratteristiche certificate secondo UNI EN 771-1 — resistenza a compressione, tolleranze dimensionali, assorbimento d’acqua.
Il laterizio ha caratteristiche ambientali significative: è prodotto da argilla, una risorsa naturale abbondante; non emette sostanze chimiche negli ambienti abitati; è completamente riciclabile a fine vita (come aggregato o nuovo laterizio); ha una durabilità intrinseca che riduce la necessità di sostituzione nel tempo. L’aspetto meno favorevole è il consumo energetico della cottura in fornace, che richiede temperature elevate. T2D lavora alla riduzione di questo impatto attraverso il recupero del calore e l’ottimizzazione dei cicli di cottura.
Il latercalce non è un termine tecnico standard: potrebbe indicare un prodotto misto argilla-calce o riferirsi ai mattoni silicocalcarei, che sono un tipo diverso di elemento per muratura (UNI EN 771-2) prodotto con sabbia e calce, senza argilla e senza cottura in senso tradizionale. I mattoni silicocalcarei hanno caratteristiche molto diverse dai laterizi in argilla cotta, in particolare in termini di colore (bianchi), traspirabilità e comportamento termico.
Tutta la documentazione tecnica dei prodotti T2D — schede prodotto con le caratteristiche secondo UNI EN 771-1, cataloghi, dati per il calcolo energetico e strutturale, oggetti BIM e particolari costruttivi in DWG — è disponibile nella sezione Area Tecnica del sito t2d.it. Per informazioni commerciali o richieste di supporto tecnico specifico, è possibile contattare il team T2D all’indirizzo tecnico@t2d.it.