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Processi Produttivi Avanzati nei Laterizi Poroton: Controllo Termico, Porosità e Qualità Prestazionale nella Filiera del Laterizio

Processi Produttivi Avanzati nei Laterizi Poroton: Controllo Termico, Porosità e Qualità Prestazionale nella Filiera del Laterizio

Processi Produttivi Avanzati nei Laterizi Poroton – Controllo Termico, Porosità e Qualità Prestazionale nella Filiera del Laterizio

Dal laterizio tradizionale al sistema produttivo controllato

Il laterizio è uno dei pochi materiali che ha attraversato secoli senza perdere riconoscibilità, ma sarebbe un errore considerarlo ancora oggi un prodotto “semplice”. La trasformazione avvenuta negli ultimi decenni ha spostato il baricentro dalla sola forma del blocco al controllo dell’intero processo produttivo. Nei LATERIZI POROTON, questo passaggio è evidente: la muratura non nasce più da una sequenza standardizzata di fasi, ma da un sistema ingegnerizzato in cui ogni variabile viene gestita in funzione delle prestazioni finali attese.

La produzione non si limita alla formatura e alla cottura dell’argilla. Entra in gioco la caratterizzazione chimico-fisica delle materie prime, la progettazione della microstruttura interna, la modellazione del ciclo termico e il controllo continuo delle tolleranze geometriche. Ogni blocco è il risultato di un equilibrio preciso tra resistenza, isolamento, stabilità nel tempo e compatibilità ambientale. Se questo equilibrio viene alterato anche di poco, si crea un fattore limitante che può emergere solo a valle, in cantiere o addirittura in esercizio.

Materie prime e controllo mineralogico come base del processo

Tutto inizia dall’argilla, ma non da un’argilla generica. La selezione delle materie prime è una fase tecnica vera e propria, in cui vengono valutate composizione mineralogica, comportamento plastico e stabilità in cottura. Minerali come illite, caolinite e montmorillonite non sono intercambiabili: influenzano la lavorabilità dell’impasto, la reattività termica e la risposta dimensionale del blocco una volta cotto. Anche la presenza di ossidi, carbonati e solfati viene monitorata con attenzione, perché può innescare fenomeni indesiderati come efflorescenze o deformazioni.

La distribuzione granulometrica è un altro punto delicato. Una frazione fine eccessiva rende l’impasto plastico ma instabile; una quota sabbiosa troppo elevata riduce la coesione. Nei LATERIZI POROTON si lavora su curve bilanciate, controllate con analisi dedicate, per evitare che una fase che determina la produttività complessiva del processo diventi imprevedibile. Anche il contenuto di materia organica viene regolato con precisione: se non è uniforme, la combustione in cottura può generare porosità irregolari, compromettendo le prestazioni.

Porizzazione controllata come cuore tecnologico del sistema

La porizzazione non è un effetto collaterale della cottura, ma una tecnologia progettata. Nei LATERIZI POROTON, l’introduzione di agenti porizzanti avviene in modo controllato, calibrando quantità, granulometria e distribuzione in funzione del tipo di blocco e della sua destinazione d’uso. Durante la cottura, questi componenti si decompongono generando una rete di microcavità distribuite in modo omogeneo, che riduce la densità apparente senza indebolire la struttura.

Il risultato non è solo un blocco più leggero, ma un materiale con un comportamento termico più efficiente. La microstruttura, osservabile anche a livello microscopico, ostacola la trasmissione del calore e migliora la capacità di sfasamento, incidendo anche sulla risposta igrometrica del materiale. Qui il punto critico che rallenta il processo non è la porosità in sé, ma la sua disomogeneità: per questo i sistemi di dosaggio e miscelazione sono automatizzati e monitorati in tempo reale. La ripetibilità diventa una prestazione tanto quanto la resistenza meccanica, perché garantisce coerenza tra progetto, produzione e comportamento in opera.

Controllo del ciclo di cottura e modellazione termica

La cottura è una delle fasi più sensibili dell’intero processo produttivo. Nei forni a tunnel, i blocchi attraversano zone a temperatura crescente fino a superare i mille gradi, seguendo una curva termica progettata in funzione dell’impasto e della geometria. Una variazione non controllata, anche minima, può generare cricche, deformazioni o differenze cromatiche che indicano una ceramizzazione incompleta e una perdita di prestazioni nel tempo.

Per questo il ciclo di cottura dei LATERIZI POROTON viene modellato e monitorato con sistemi distribuiti di sensori, che rilevano temperatura, umidità e velocità di avanzamento. I sistemi di regolazione intervengono in automatico per correggere eventuali scostamenti, evitando che una strozzatura del processo comprometta l’intero lotto. A valle, le prove di laboratorio verificano che il materiale abbia raggiunto le caratteristiche previste in termini di resistenza, assorbimento e stabilità dimensionale, garantendo coerenza tra progetto, produzione e comportamento in opera.

Geometria del blocco e progettazione funzionale

La prestazione finale non dipende solo dall’impasto o dalla cottura. La geometria del blocco è una variabile progettuale a tutti gli effetti. Setti sottili, camere multiple, incastri verticali e modularità dimensionale sono il risultato di studi che mirano a distribuire i carichi in modo efficiente, ridurre i ponti termici e facilitare la posa. Nei LATERIZI POROTON, la progettazione geometrica avviene con strumenti di simulazione che consentono di prevedere il comportamento meccanico e termico in condizioni reali, già in fase di sviluppo del prodotto.

I blocchi destinati alla muratura armata presentano cavità specifiche per l’alloggiamento delle armature, mentre quelli per tamponamenti privilegiano traspirabilità e resistenza al fuoco, senza sacrificare la stabilità dimensionale. La modularità riduce i tagli in cantiere, un aspetto spesso sottovalutato ma che incide direttamente sulla qualità esecutiva e sulla continuità delle prestazioni. Meno adattamenti significano meno errori e meno passaggi che frenano l’intero flusso operativo, soprattutto nei cantieri complessi o ad alta ripetitività.

Controllo qualità, tracciabilità e affidabilità del prodotto

Il controllo qualità accompagna ogni fase della produzione. Parametri chimici, fisici e geometrici vengono verificati con strumenti di laboratorio e sistemi automatizzati, mentre le prove meccaniche e di durabilità vengono eseguite su campioni rappresentativi. Ogni blocco è associato a un sistema di tracciabilità che consente di risalire al lotto e alle condizioni di produzione, riducendo l’incertezza in fase di verifica e facilitando eventuali controlli successivi.

La marcatura e la documentazione prestazionale permettono a progettisti e direttori lavori di lavorare su dati misurabili, evitando che l’assenza di informazioni diventi un nodo che riduce la capacità complessiva del processo edilizio. Nei LATERIZI POROTON, la disponibilità di dati in formato digitale facilita anche l’integrazione nei modelli di calcolo e nei flussi BIM, rendendo più lineare il passaggio dalla fabbrica al progetto e migliorando il coordinamento tra le diverse figure coinvolte.

Ricerca, sviluppo e prospettive future della filiera

L’innovazione nel laterizio non è un evento isolato, ma un processo continuo. La ricerca si muove su più fronti: riduzione dell’energia di cottura, utilizzo di porizzanti di origine naturale, ottimizzazione parametrica delle geometrie interne. L’obiettivo è migliorare le prestazioni senza aumentare la massa, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale complessivo.

Un ambito di sviluppo riguarda l’integrazione tra muratura e impianti, un passaggio che oggi rappresenta spesso un anello debole del sistema edilizio. Altri studi si concentrano sulla risposta dinamica delle pareti, analizzando il comportamento dei LATERIZI POROTON sotto sollecitazioni cicliche e vibrazioni. In prospettiva, si sta lavorando anche sull’integrazione di sensori direttamente nei blocchi, aprendo la strada a murature capaci di fornire dati sul proprio stato nel tempo. Non è una visione futuristica astratta, ma l’evoluzione naturale di un materiale che, pur restando riconoscibile, ha imparato a comportarsi come un vero sistema tecnico.


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