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Il laterzio in antisismica

Uso del laterizio in antisismica

Costruire in laterizio significa costruire in muratura portante edificando manufatti capaci di resistere al meglio alle sollecitazioni derivanti da scosse sismiche che interessano periodicamente tutta la superficie del nostro Paese.

Gli eventi sismici in Italia

Non è raro infatti che i notiziari riportano informazioni circa nuove scosse che si verificano nella nostra penisola, da nord a sud, senza distinzione di zone.

Infatti, a causa dei ripetuti terremoti che ciclicamente si verificano, si è fatta viva la necessità di non ricorrere più alla classificazione in base alle zone di prima, seconda terza categoria, perché spesso, questa suddivisione ha indotto false sicurezze e con essa negligenza nella progettazione da parte di imprese e tecnici più attenti ai profitti che alla sicurezza degli edifici.

Comunque, oggi le normative sono state aggiornate e ridefinite dalle NTC 2018 e il loro rispetto deve essere stringente.

Le costruzioni moderne, qualunque sia il sistema costruttivo che utilizzano devono essere dotate di ottima resistenza alle scosse sismiche e ai carichi agenti interni ed esterni. In questa sede tratteremo di uno dei materiali con eccellenti caratteristiche prestazionali, il laterizio.

Il laterizio in antisismica: i suoi utilizzi

È annoverato tra i materiali usati in edilizia tra i più antichi.

Il trascorrere dei secoli e le nuove tecniche di realizzazione poste in campo si sono sempre più affinate, aggiungendo e migliorando le caratteristiche prestazionali del laterizio, si pensi alla sua porosità utile per una buona coibenza termica, alla sua capacità impermeabilizzante, alla sua resistenza a compressione, all’elevato carico a rottura di un mattone pieno che è di circa 25 N/mmq.

Il laterizio denominato porizzato è forse quello più usato per la realizzazione di manufatti in muratura con funzioni antisismiche: è un laterizio il cui impasto una volta formato e cotto risulta alleggerito per la presenza di alveoli che sono ottenuti aggiungendo all’argilla cruda, prima della fase di formatura, una determinata quantità di alleggerenti.

Gli alveoli possono essere ottenuti mediante macroporizzazioni aggiungendo, per esempio, piccole sfere di polistirolo espanso che durante la fase di cottura, brucia scindendosi in anidride carbonica ed acqua, o microporizzazioni ottenendo alveoli addittivando all’impasto di argilla, per esempio farine fossili, farine di cellulosa, farine di legno e altri alleggerenti di natura organica o non organica.

Il laterizio porizzato prodotto

Il laterizio porizzato prodotto, in entrambi i casi di porizzazione di cui sopra, è disseminato di alveoli tra loro non comunicanti, privi di qualsiasi deposito al loro interno che contiene solo aria.

Alleggerire l’impasto significa il cambiamento delle caratteristiche termofisiche dell’impasto: è noto infatti che, a parità di condizioni, un materiale leggero è termicamente più performante rispetto a un materiale pesante ma meno resistente dal punto di vista meccanico.

Da molto tempo diverse aziende del settore si sono specializzate nella ricerca e nello sviluppo di nuovi mattoni più performanti e resistenti e, i continui   avvenimenti tellurici che colpiscono il nostro territorio rappresentano l’occasione perché vi sia una continua discussione e confronto sul tema da parte di esperti ma anche di aziende produttrici dei supporti di edificazione.

Anche le aziende produttrici di laterizi hanno spesso promosso convegni e riflessioni sul tema della sicurezza strutturale degli edifici rispetto agli eventi sismici.

Le costruzioni in muratura portante che utilizzano i laterizi in aree sismiche sono coerenti con le NTC 2018, sono edifici sicuri e collaudati dai massimi esperti in materia, anche di livello internazionale.

Questo grazie a notevoli investimenti nella ricerca con la realizzazione di edifici di riferimento, ma anche grazie alla crescita culturale degli operatori, al rigoroso controllo di qualità in produzione e nella fase di esecuzione.

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