Muri portanti: cosa sono, materiali e come riconoscerli
I muri portanti sono gli elementi che sostengono il peso dell’edificio e lo trasferiscono alle fondazioni. Conoscerli è fondamentale prima di qualsiasi ristrutturazione. In questo articolo vediamo cosa sono, quali materiali si usano, quali vantaggi offrono e come riconoscerli in casa.
Cosa sono i muri portanti
Un muro portante è un elemento strutturale che sostiene i carichi verticali dell’edificio: solai, piani superiori e copertura. Questi carichi vengono trasferiti fino alle fondazioni.
Una caratteristica tipica è la continuità verticale: il muro portante prosegue allineato su più piani. Contribuisce anche a resistere alle azioni orizzontali, come vento e terremoti.
I muri che non hanno questa funzione si chiamano divisori o tramezzi. Le differenze sono spiegate nell’articolo su muratura portante e non portante.
Materiali e spessori
I muri portanti si realizzano con materiali ad alta resistenza: pietra, laterizio, blocchi di calcestruzzo e muratura armata. La pietra è molto resistente, ma costosa e difficile da lavorare.
Il laterizio offre un ottimo equilibrio tra resistenza, costo e facilità di posa. Per questo è tra i materiali più usati. Le soluzioni disponibili sono raccolte nella guida ai blocchi per muratura portante.
Lo spessore dipende dal materiale e dalla zona sismica. In genere supera i 20–30 cm, molto più di un tramezzo. I limiti minimi sono fissati dalle NTC 2018.
I vantaggi del laterizio nelle pareti portanti
Un muro portante in laterizio offre diversi vantaggi:
- solidità e durabilità: mantiene le sue prestazioni per decenni;
- isolamento termico: la massa stabilizza la temperatura interna e riduce i consumi;
- isolamento acustico: attenua i rumori esterni;
- resistenza al fuoco: il laterizio è incombustibile;
- versatilità: si può rifinire con intonaci, rivestimenti o lasciare a vista.
Le pareti portanti possono anche sostenere elementi architettonici come balconi e logge. Questo le rende adatte a residenze, uffici ed edifici commerciali.
Muri portanti e zone sismiche
Nelle zone sismiche i muri portanti devono resistere anche alle azioni orizzontali del terremoto. Per questo vanno progettati con cura e collegati bene a solai e fondazioni.
Una soluzione molto efficace è la muratura armata, che inserisce barre d’acciaio verticali e orizzontali nella parete. Aumenta la duttilità e la resistenza della struttura. Il sistema è spiegato nella guida alla muratura armata in laterizio.
Per le regole generali di progetto leggi anche come costruire in muratura in zona sismica.
Come riconoscere i muri portanti
Riconoscere un muro portante è essenziale prima di qualsiasi lavoro. Il primo passo è consultare le planimetrie strutturali: di solito i muri portanti sono disegnati con linee più spesse.
Senza documenti, ci sono alcuni indizi utili:
- spessore: i muri portanti sono più spessi dei tramezzi;
- posizione: spesso sono perimetrali o al centro dell’edificio;
- continuità: si ripetono nella stessa posizione su più piani;
- suono: battendo sulla parete il suono è più sordo e pieno.
Questi indizi però non bastano per decidere un intervento. Serve sempre la verifica di un tecnico.
Modificare un muro portante: cosa sapere
Aprire o demolire un muro portante cambia il comportamento della struttura. Per questo serve sempre la valutazione di un ingegnere strutturista e il rispetto delle norme edilizie e sismiche.
Spesso si possono inserire travi o cerchiature di rinforzo che compensano l’apertura. In ogni caso servono le pratiche edilizie previste. Per capire come lavora una struttura in muratura leggi l’articolo sul comportamento strutturale degli edifici in muratura portante.