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Comportamento sismico delle tamponature: norme e soluzioni

Tamponature in laterizio e comportamento sismico degli edifici

Il comportamento sismico delle tamponature è un tema spesso sottovalutato, ma decisivo per la sicurezza degli edifici. Le pareti di chiusura dei telai in cemento armato interagiscono con la struttura durante un terremoto. In questo articolo vediamo come si comportano, cosa prevedono le norme, quali verifiche servono e come scegliere la soluzione più sicura.

Cosa sono le tamponature e perché contano in caso di sisma

Negli edifici con telaio in travi e pilastri di cemento armato, le tamponature sono le pareti che chiudono il telaio. Separano l’interno dall’esterno e le diverse unità abitative.

Per molto tempo sono state considerate elementi secondari, quasi ininfluenti sulla risposta sismica. I terremoti degli ultimi decenni hanno dimostrato il contrario: le tamponature irrigidiscono il telaio e partecipano alla risposta dell’edificio. Per una panoramica sui materiali leggi l’articolo sulle tecnologie per le pareti di tamponamento.

Comportamento sismico delle tamponature: cosa insegnano i terremoti

I danni maggiori si sono visti in edifici ben progettati per le azioni orizzontali, ma poco rigidi. Questi edifici hanno subito grandi spostamenti di interpiano, che le tamponature non sono riuscite ad assorbire.

Le lesioni tipiche sono quelle “a croce” e, nei casi peggiori, il crollo parziale o totale della parete. Sono state colpite soprattutto le doppie pareti in forati leggeri, prive di collegamenti tra loro.

Al contrario, i tamponamenti monostrato di maggiore spessore hanno mostrato un comportamento migliore. Hanno resistito meglio sia agli spostamenti nel piano sia alle spinte fuori piano.

Perché il danno alle tamponature è un problema

Anche se non sono elementi strutturali, il loro danneggiamento ha conseguenze serie. La caduta di pareti mette in pericolo le persone, all’interno e all’esterno dell’edificio.

Inoltre può rendere inagibile l’edificio. Pensiamo agli ospedali e alle opere strategiche, che devono restare funzionanti dopo un terremoto. Anche i costi di riparazione possono essere molto elevati.

L’evoluzione delle norme

Il tema è entrato nelle norme in modo graduale:

  • il DM 2 luglio 1981 introdusse verifiche specifiche, ma solo per gli edifici esistenti;
  • il DM 16 gennaio 1996 le estese agli edifici nuovi;
  • l’OPCM 3431/2005 recepì l’Eurocodice 8 e la verifica al ribaltamento fuori piano;
  • le NTC 2008 e NTC 2018 hanno introdotto limiti agli spostamenti di interpiano e la verifica contro l’espulsione.

Le regole generali sono spiegate nell’articolo su cosa sono le NTC 2018.

Le verifiche sul comportamento sismico delle tamponature

Per gli edifici nuovi le NTC 2018 chiedono di controllare due aspetti principali:

  • gli spostamenti di interpiano devono restare entro i limiti di norma (paragrafo 7.3.6.1);
  • le tamponature non devono essere espulse fuori dal piano (paragrafo 7.2.3).

Secondo la Circolare applicativa n. 7/2019, la stabilità si può garantire con reti leggere su entrambi i lati. Le reti vanno collegate tra loro e alla struttura con circa 4 connettori al metro quadro. In alternativa si possono usare armature orizzontali nei letti di malta.

Come migliorare il comportamento sismico delle tamponature

La scelta del materiale è decisiva. Servono pareti abbastanza resistenti da non essere espulse, ma senza rigidità eccessive o comportamenti fragili.

I blocchi monostrato in laterizio di spessore adeguato offrono un buon equilibrio. Anche la posa conta: le tamponature andrebbero realizzate partendo dall’ultimo piano, così ogni trave si deforma solo sotto il proprio carico.

Tra le soluzioni T2D c’è il sistema TRIS, un monoblocco in laterizio con isolante integrato. Le differenze tra le soluzioni sono spiegate nell’articolo sui blocchi termici da tamponamento.