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Edifici a energia quasi zero (NZEB): cosa sono e requisiti

Edifici a energia quasi zero NZEB

Gli edifici a energia quasi zero, chiamati anche NZEB (Nearly Zero Energy Buildings), consumano pochissima energia e la coprono in gran parte con fonti rinnovabili. In Italia sono lo standard obbligatorio per tutte le nuove costruzioni dal 2021. In questo articolo vediamo cosa sono, quali requisiti devono avere, come si progettano e quale ruolo ha l’involucro in laterizio.

Cosa sono gli edifici a energia quasi zero

Secondo la normativa, un edificio a energia quasi zero è un edificio ad altissima prestazione energetica. Il suo fabbisogno di energia è molto basso o quasi nullo. Questa piccola quantità è coperta in misura significativa da energia rinnovabile prodotta sul posto.

Il concetto è stato introdotto dall’Unione europea con la direttiva 2010/31/UE. Il settore delle costruzioni pesa infatti per circa il 40% sui consumi energetici europei. Se vuoi una spiegazione più semplice della sigla, leggi l’articolo su cosa significa NZEB.

Dal 2021 obbligatori per tutte le nuove costruzioni

In Italia l’obbligo è stato introdotto in due tappe:

  • dal 1° gennaio 2019 per i nuovi edifici pubblici, comprese le scuole;
  • dal 1° gennaio 2021 per tutti i nuovi edifici, pubblici e privati.

I criteri si applicano, in tutto o in parte, anche a demolizioni e ricostruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche. Con la nuova direttiva europea sulle “case green” l’obiettivo diventa ancora più ambizioso: arrivare a edifici a emissioni zero. Ne parliamo nell’articolo sulla direttiva case green in Italia.

I requisiti degli edifici a energia quasi zero

In Italia i requisiti sono fissati dal DM 26 giugno 2015, il cosiddetto decreto “requisiti minimi”. Un edificio è NZEB quando rispetta tutti i limiti prestazionali del decreto e gli obblighi sulle fonti rinnovabili del D.Lgs. 28/2011.

I principali parametri da verificare sono:

  • H’T, il coefficiente medio di scambio termico per trasmissione, che misura le dispersioni dell’involucro;
  • Asol,est/Asup,utile, l’area solare equivalente estiva, che misura i guadagni solari in estate;
  • EPH,nd, EPC,nd ed EPgl,tot, gli indici di prestazione per riscaldamento, raffrescamento e fabbisogno globale.

Ogni indice deve risultare inferiore al valore limite calcolato per un edificio di riferimento con le stesse caratteristiche. Approfondisci il tema nella pagina dedicata agli edifici NZEB.

Come si progetta un edificio NZEB

Per ottenere un edificio NZEB bisogna curare diversi aspetti fin dall’inizio del progetto:

  • clima locale: l’edificio deve funzionare bene sia d’inverno sia d’estate;
  • orientamento: conta la posizione rispetto al sole, ai venti e agli ombreggiamenti;
  • materiali: meglio se naturali, locali e sostenibili per tutto il ciclo di vita;
  • mix di soluzioni: sistemi passivi, impianti efficienti ed energie rinnovabili.

Il primo intervento riguarda sempre l’involucro. Senza pareti e serramenti efficienti, l’energia si disperde come acqua da una pentola bucata. Le differenze con lo standard passivo sono spiegate nell’articolo casa passiva o NZEB.

Edifici a energia quasi zero e involucro in laterizio

Un buon involucro deve isolare d’inverno ma anche proteggere dal caldo d’estate. Il laterizio porizzato unisce isolamento termico e massa, cioè la capacità di accumulare calore e rilasciarlo lentamente.

Questa proprietà, detta inerzia termica, migliora il comfort estivo e riduce il bisogno di climatizzazione. La spieghiamo nell’articolo sull’inerzia termica.

Le soluzioni T2D permettono di realizzare involucri ad altissime prestazioni termiche, adatti agli edifici a energia quasi zero. Scopri quali scegliere nella guida ai materiali per costruire un edificio NZEB.