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Scelte per un’edilizia responsabile: T2D e gli NZEB

Oramai l’importanza di adottare fonti di energia alternative è universalmente nota e riconosciuta, ma la prima volta che si è sentito parlare di edifici nZEB era il 2010. Questa possibilità era all’interno di un pacchetto di Direttive Europee definite EPBD, ideate allo scopo di contribuire al conseguimento degli obiettivi prefissati dallEuropa per il 2020 in tema di sviluppo sostenibile.

In particolare, l’art. 9 delle EPBD 31/2010 stabiliva che tutti gli edifici di nuova costruzione a partire dal 31 dicembre 2020 dovessero essere ad energia quasi zero; termine peraltro anticipato al 31 dicembre 2018 per gli edifici pubblici!

Ai singoli Stati membri dell’Unione veniva demandata l’incombenza di fornire una definizione nazionale di edificio nZEB.

Gli NZEB in Italia

In Italia i primi riferimenti normativi per l’efficienza energetica degli edifici sono stati introdotti con il D.lgl 192/2005, modificato poi in seguito della Direttiva Europea 31/2013 UE, dal D.L 63/2013.

Il cosiddetto “Decreto dei minimi” in vigore dall’ottobre 2015, sancisce che un edificio nZEB è quello in grado di rispettare tutti i requisiti minimi vigenti, compreso lobbligo di integrazione delle fonti rinnovabili previsto da D.L. 28 del 3 marzo 2011.

Le normative in merito però, sia nazionali che europee, non hanno ancora definito degli standard e delle procedure precise per l’ottenimento di edifici nZEB, ma di contro negli ultimi anni sono state introdotte diverse metodologie di certificazione orientate a raggiungere questo risultato.

Cos’è un edificio nZEB quindi?

Un edificio nZEB è un edifici ad altissima prestazione energetica, tanto dall’essere caratterizzato da un fabbisogno energetico così basso da risultare praticamente nullo. Questo implica che tutto ciò che serve al normale funzionamento dell’edificio e dei suoi impianti dev’essere coperto da fonti rinnovabili, meglio se prodotte in loco.

Come ottenere un edificio nZEB?

Per ridurre i consumi facendo in modo che il divario fra energia consumata e quella prodotta risulti prossimo a 0 non esiste una formula magica precisa, ma è necessario attenersi a dei principi generali con lo scopo di sviluppare un progetto che sia il più possibile efficiente.

E’ possibile intervenire su tre fronti:

1 Involucro;

2 Fonti rinnovabili;

3 Impiantistica.

Il tutto sempre partendo da criteri legati all’architettura sostenibile che consentano di sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche del clima esterno, per ottenere un controllo passivo del microclima interno, minimizzando così l’uso di impianti meccanici e massimizzando gli scambi energetici tra edificio e ambiente circostante.

I parametri che hanno un gran peso nella progettazione di un edificio nZEB, dove davvero nulla può più essere lasciato al caso sono: forma e orientamento dell’edificio; materiali che lo compongono; ombreggiamenti; sistemi naturali di ventilazione, illuminazione, captazione del calore; fonti rinnovabili e domotica.

T2D per gli NZEB: l’edilizia sostenibile

Costruire in modo sostenibile significa pensare al benessere ed alla salute di coloro che abiteranno l’edificio. Le soluzioni costruttive T2D consentono di realizzare involucri edilizi dalla eccellenti performance tecniche ed a bassissimo impatto ambientale.

L’architettura bioecologica

L’architettura bioecologica ha indicato i requisiti da rispettarsi affinché un’abitazione possa essere considerata salubre:

  • Traspirabilità, cioè la capacità di diffusione del vapore acqueo che rende sana la casa ed impedisce la formazione di muffe, ma anche consente lo scambio con l’esterno delle radiazioni e di eventuali vapori tossici.
  • Igroscopicità, cioè la capacità di assorbire e cedere in maniera reversibile il vapore acqueo prodotto, garantendo un buon clima abitativo.
  • Capacità di accumulo teorico, cioè la capacità di assorbire il calore estivo e di accumulare il calore invernale, compreso quello derivato dall’energia solare.
  • Rapporto isolamento/accumulo termico preciso, cioè la capacità di contemperare un buon grado di isolamento con un buon accumulo termico per garantire un costante microclima interno ed un adeguato risparmio energetico.
  • Elevate caratteristiche tecniche
  • Elevate caratteristiche acustiche, sia come fonoassorbente che come fonoisolante
  • Protezione al fuoco
  • Assenza radiazioni: ben 250 sono le sostanze individuate come negative dalla bioarchitettura
  • Protezione dai campi magnetici naturali
  • Resistenza agli agenti atmosferici.

Il benessere dato dall’ecosostenibilità architettonica

Il benessere è uno stato psicofisico in cui concorre la salute dellindividuo, l’equilibrio socioeconomico e la cura dellambiente.

In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto.

Contestualizzazione dellabitazione nel luogo in cui viene costruita

Prima di progettare, costruire o restaurare edifici, progettare centri urbani o pianificare un territorio, dovrebbe essere doveroso, innanzitutto, rapportarsi profondamente con l’essenza del luogo.

I componenti per una vita sana

Qualità della vita e benessere psicofisico delluomo: l’obiettivo primario dell’architettura sostenibile è la progettazione di edifici che riescano a soddisfare le esigenze fisiche, biologiche ed anche spirituali di chi ci abita coniugandone sapientemente struttura, servizi, colori ed odori. 

Impiego di fonti energetiche rinnovabili

Tra le fonti energetiche rinnovabili (energia solare termica e fotovoltaica, energia eolica, energia dalle biomasse, energia idraulica, energia geotermica) alcune hanno un rilievo applicativo molto importante nell’architettura sostenibile, in sostituzione o integrazione delle fonti tradizionali che risultano molto inquinanti.

Salvaguardia dellecosistema: un edificio si considera eco-compatibile se l’intero processo edilizio osserva i principi della tutela ambientale, a partire dal progetto, passando per la realizzazione, l’uso, fino alla demolizione.

Eliminazione di emissioni dannose: la scelta di materiali naturali non inquinanti, la traspirabilità dell’edificio, la copertura ventilata, la localizzazione degli impianti, il controllo della ventilazione e la razionalizzazione dei consumi energetici possono ridurre notevolmente l’emissione di sostanze nocive.

Utilizzo di materiali e tecniche ecocompatibili, appartenenti alla cultura materiale locale: la valutazione del ciclo di vita o Life Cycle Assessment (LCA) di un prodotto è una metodologia in grado di individuare e analizzare gli impatti ambientali.

I materiali migliori da usare sono certamente quelli naturali perché estremamente sicuri per gli utenti finali e durante le costruzioni.

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