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L’edilizia sostenibile e gli edifici NZEB

Come migliorare il benessere in casa? Tutti inizia da fuori e poi si disperde anche dentro.

Il mondo è sempre più preoccupato per l’impatto sull’ambiente, è quindi naturale considerare se i nostri stili di vita si aggiungono all’inquinamento che sta cambiando il nostro pianeta. È una preoccupazione che occupa persone in molte professioni, inclusi architetti e costruttori: le persone che creano gli ambienti in cui trascorriamo il nostro tempo.

Il benessere è uno stato psicofisico in cui concorre la salute dell’individuo, l’equilibrio socioeconomico e la cura dell’ambiente.

In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto.

Prima di progettare, costruire o restaurare edifici, progettare centri urbani o pianificare un territorio, dovrebbe essere doveroso, innanzitutto, rapportarsi profondamente con l’essenza del luogo.

L’obiettivo primario dellarchitettura sostenibile è la progettazione di edifici che riescano a soddisfare le esigenze fisiche, biologiche ed anche spirituali di chi ci abita coniugandone sapientemente struttura, servizi, colori ed odori.

Impiego di fonti energetiche rinnovabili

Tra le fonti energetiche rinnovabili alcune hanno un rilievo applicativo molto importante nell’architettura sostenibile, in sostituzione o integrazione delle fonti tradizionali che risultano molto inquinanti.

La scelta di materiali naturali e quindi non inquinanti, la traspirabilità dell’edificio, la copertura ventilata, la localizzazione degli impianti, il controllo della ventilazione e la razionalizzazione dei consumi energetici, possono ridurre notevolmente l’emissione di sostanze nocive.

Gli edifici NZEB ed il benessere di tutti

I Decreti del 26 giugno 2015, attuativi della Legge 90/13, hanno introdotto le prescrizioni minime, le modalità di verifica per edifici di nuova costruzione ed esistenti in funzione dell’ambito di intervento e i requisiti dell’edificio a energia quasi zero.

La prima fase, entrata in vigore il 1 ottobre 2015, ha introdotto nuovi e più restrittivi valori minimi di trasmittanza per le strutture verticali opache.

La seconda fase, in vigore dal 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1 gennaio 2021 per tutti gli altri edifici comporta un ulteriore miglioramento dei requisiti minimi per gli edifici di nuova costruzione, che saranno definiti “a energia quasi zero”.

Al fine del raggiungimento dei requisiti per NZEB occorre procedere sinergicamente su almeno due direzioni fondamentali:

1 – Rendere l’edificio architettonicamente quanto più passivo possibile, intervenendo sulle componenti architettoniche e sul comportamento energetico dell’edificio.

L’edificio deve comportarsi come un collettore naturale di energia solare che, opportunamente canalizzata, può quasi del tutto riscaldare l’edificio; è quindi necessario rivedere quasi completamente i criteri progettuali architettonici oggi utilizzati passando da una Architettura puramente formale ad una Architettura funzionale nella quale forma, materiali e clima coesistono in modo sinergico per massimizzare le prestazioni energetiche degli edifici.

2 – Utilizzare il più possibile le FER (Fonti di Energia Rinnovabili) con un’impiantistica integrata nell’edificio e rispettosa dell’ambiente. Pertanto occorre utilizzare collettori solari termici, collettori solari fotovoltaici, impianti mini-eolici, impianti geotermici a bassa entalpia, pompe di calore ad alta efficienza, caldaie a biomassa, scambiatori di calore per il ricambio dell’aria.

Progettare in modo integrato il sistema edificio-impianto significa pensare, contemporaneamente e fin dalle prime fasi progettuali, a soluzioni architettoniche e impiantistiche che concorrono a ridurre i consumi energetici nel rispetto dellambiente.

Gli obiettivi finali sono la qualità architettonica del costruito e un alto livello di comfort indoor, garantito da un fabbisogno energetico dell’edificio molto contenuto. Il corretto controllo acustico e la scelta attenta di materiali e tecnologie ne sono aspetti inscindibili.

Il concept Active House

Progettare una Casa Attiva (Activa House), significa progettare un edificio che produce l’energia di cui ha bisogno ed inoltre “vendeenergia elettrica alla rete nazionale, superando il paradigma di una casa ove a fine mese riceviamo le fatture del gas e dell’energia elettrica.

Una Active House fornisce un ambiente eccellente per i suoi abitanti attraverso l’uso intelligente della luce e del calore. È progettato per offrire abbondante luce diurna e aria fresca e un ambiente termico appropriato.

La luce del giorno è nota per migliorare l’umore e il benessere, quindi è importante fornire molta luce e piacevoli viste dalle finestre, che migliorano anche l’umore. Il clima termico ha anche un impatto sull’umore e sul benessere, quindi la temperatura interna dovrebbe essere mantenuta a un livello confortevole senza – non troppo calda in estate e non troppo fredda in inverno. Gli obiettivi climatici devono essere raggiunti senza utilizzare energia non necessaria.

Inoltre, la qualità dell’aria all’interno della casa deve essere buona, ma è importante non fare affidamento su un consumo eccessivo di energia per garantirla. Una combinazione di ventilazione naturale e mezzi meccanici può essere utilizzata per soddisfare gli standard di qualità dell’aria. Il sistema scelto deve prevedere anche un’adeguata ventilazione per lo scarico in ambienti che possono essere molto umidi, come i bagni dove si fanno le docce.

La casa attiva che produce più energia di quanta ne consuma

Rispetto alla casa passiva, la casa attiva costituisce un “salto energetico” poiché in grado di produrre più energia rispetto a quella utilizzata dagli occupanti.

La casa attiva può arrivare a generare sufficiente energia elettrica che in 30 anni sia possibile annullare i costi energetici per la costruzione della stessa, lasciando un’impronta inesistente sulla terra delle risorse utilizzate per questa casa.

La casa attiva è una soluzione che, grazie all’evoluzione e al perfezionamento delle differenti tecnologie sviluppate in ambito di risparmio energetico, permette di realizzare quattro importanti risultati:

  • eliminare per sempre i costi di riscaldamento, di condizionamento e di energia elettrica
  • migliorare le condizioni di benessere abitativo e di comfort
  • trasformare la casa in una fonte di reddito
  • proteggere lambiente, eliminando l’utilizzo di combustibili fossili e riducendo le emissioni nocive

T2D: soluzioni costruttive

Le soluzioni costruttive T2D consentono di realizzare involucri edilizi dalla eccellenti performance tecniche ed a bassissimo impatto ambientale.

Come migliorare il benessere in casa? Tutti inizia da fuori e poi si disperde anche dentro.

Il mondo è sempre più preoccupato per l’impatto sull’ambiente, è quindi naturale considerare se i nostri stili di vita si aggiungono all’inquinamento che sta cambiando il nostro pianeta. È una preoccupazione che occupa persone in molte professioni, inclusi architetti e costruttori: le persone che creano gli ambienti in cui trascorriamo il nostro tempo.

Il benessere è uno stato psicofisico in cui concorre la salute dell’individuo, l’equilibrio socioeconomico e la cura dell’ambiente.

In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto.

Prima di progettare, costruire o restaurare edifici, progettare centri urbani o pianificare un territorio, dovrebbe essere doveroso, innanzitutto, rapportarsi profondamente con l’essenza del luogo.

L’obiettivo primario dellarchitettura sostenibile è la progettazione di edifici che riescano a soddisfare le esigenze fisiche, biologiche ed anche spirituali di chi ci abita coniugandone sapientemente struttura, servizi, colori ed odori.

Impiego di fonti energetiche rinnovabili

Tra le fonti energetiche rinnovabili alcune hanno un rilievo applicativo molto importante nell’architettura sostenibile, in sostituzione o integrazione delle fonti tradizionali che risultano molto inquinanti.

La scelta di materiali naturali e quindi non inquinanti, la traspirabilità dell’edificio, la copertura ventilata, la localizzazione degli impianti, il controllo della ventilazione e la razionalizzazione dei consumi energetici, possono ridurre notevolmente l’emissione di sostanze nocive.

Gli edifici NZEB ed il benessere di tutti

I Decreti del 26 giugno 2015, attuativi della Legge 90/13, hanno introdotto le prescrizioni minime, le modalità di verifica per edifici di nuova costruzione ed esistenti in funzione dell’ambito di intervento e i requisiti dell’edificio a energia quasi zero.

La prima fase, entrata in vigore il 1 ottobre 2015, ha introdotto nuovi e più restrittivi valori minimi di trasmittanza per le strutture verticali opache.

La seconda fase, in vigore dal 1 gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1 gennaio 2021 per tutti gli altri edifici comporta un ulteriore miglioramento dei requisiti minimi per gli edifici di nuova costruzione, che saranno definiti “a energia quasi zero”.

Al fine del raggiungimento dei requisiti per NZEB occorre procedere sinergicamente su almeno due direzioni fondamentali:

1 – Rendere l’edificio architettonicamente quanto più passivo possibile, intervenendo sulle componenti architettoniche e sul comportamento energetico dell’edificio.

L’edificio deve comportarsi come un collettore naturale di energia solare che, opportunamente canalizzata, può quasi del tutto riscaldare l’edificio; è quindi necessario rivedere quasi completamente i criteri progettuali architettonici oggi utilizzati passando da una Architettura puramente formale ad una Architettura funzionale nella quale forma, materiali e clima coesistono in modo sinergico per massimizzare le prestazioni energetiche degli edifici.

2 – Utilizzare il più possibile le FER (Fonti di Energia Rinnovabili) con un’impiantistica integrata nell’edificio e rispettosa dell’ambiente. Pertanto occorre utilizzare collettori solari termici, collettori solari fotovoltaici, impianti mini-eolici, impianti geotermici a bassa entalpia, pompe di calore ad alta efficienza, caldaie a biomassa, scambiatori di calore per il ricambio dell’aria.

Progettare in modo integrato il sistema edificio-impianto significa pensare, contemporaneamente e fin dalle prime fasi progettuali, a soluzioni architettoniche e impiantistiche che concorrono a ridurre i consumi energetici nel rispetto dellambiente.

Gli obiettivi finali sono la qualità architettonica del costruito e un alto livello di comfort indoor, garantito da un fabbisogno energetico dell’edificio molto contenuto. Il corretto controllo acustico e la scelta attenta di materiali e tecnologie ne sono aspetti inscindibili.

Il concept Active House

Progettare una Casa Attiva (Activa House), significa progettare un edificio che produce l’energia di cui ha bisogno ed inoltre “vendeenergia elettrica alla rete nazionale, superando il paradigma di una casa ove a fine mese riceviamo le fatture del gas e dell’energia elettrica.

Una Active House fornisce un ambiente eccellente per i suoi abitanti attraverso l’uso intelligente della luce e del calore. È progettato per offrire abbondante luce diurna e aria fresca e un ambiente termico appropriato.

La luce del giorno è nota per migliorare l’umore e il benessere, quindi è importante fornire molta luce e piacevoli viste dalle finestre, che migliorano anche l’umore. Il clima termico ha anche un impatto sull’umore e sul benessere, quindi la temperatura interna dovrebbe essere mantenuta a un livello confortevole senza – non troppo calda in estate e non troppo fredda in inverno. Gli obiettivi climatici devono essere raggiunti senza utilizzare energia non necessaria.

Inoltre, la qualità dell’aria all’interno della casa deve essere buona, ma è importante non fare affidamento su un consumo eccessivo di energia per garantirla. Una combinazione di ventilazione naturale e mezzi meccanici può essere utilizzata per soddisfare gli standard di qualità dell’aria. Il sistema scelto deve prevedere anche un’adeguata ventilazione per lo scarico in ambienti che possono essere molto umidi, come i bagni dove si fanno le docce.

La casa attiva che produce più energia di quanta ne consuma

Rispetto alla casa passiva, la casa attiva costituisce un “salto energetico” poiché in grado di produrre più energia rispetto a quella utilizzata dagli occupanti.

La casa attiva può arrivare a generare sufficiente energia elettrica che in 30 anni sia possibile annullare i costi energetici per la costruzione della stessa, lasciando un’impronta inesistente sulla terra delle risorse utilizzate per questa casa.

La casa attiva è una soluzione che, grazie all’evoluzione e al perfezionamento delle differenti tecnologie sviluppate in ambito di risparmio energetico, permette di realizzare quattro importanti risultati:

  • eliminare per sempre i costi di riscaldamento, di condizionamento e di energia elettrica
  • migliorare le condizioni di benessere abitativo e di comfort
  • trasformare la casa in una fonte di reddito
  • proteggere lambiente, eliminando l’utilizzo di combustibili fossili e riducendo le emissioni nocive

T2D: soluzioni costruttive

Le soluzioni costruttive T2D consentono di realizzare involucri edilizi dalla eccellenti performance tecniche ed a bassissimo impatto ambientale.

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