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Edifici NZEB: ristrutturazione e risparmio

Lo sviluppo sostenibile è considerato fondamentale per permettere una crescita che rispetti anche le possibilità e i diritti delle generazioni future, così a partire degli anni Settanta è cresciuta sempre di più l’attenzione al tema dell’efficienza energetica, fino alla definizione degli NZEB, edifici ad elevata efficienza energetica. Ogni Paese membro ha recepito le Direttive Europee e definito criteri e requisiti per la realizzazione degli edifici ad energia quasi zero emanate solo pochi anni fa.

Nel campo delledilizia, molto lavoro è già stato fatto e molto altro è ancora da fare. Sono ormai alcuni decenni che si cerca di costruire in modo più rispettoso dell’ambiente e più consapevole, ma gli obiettivi sono sempre più alti.

Favorire la costruzione di nuovi edifici super efficienti e la ristrutturazione di quelli esistenti, è anche un meccanismo che aiuta il comparto edile, sempre più impegnato nel favorire la crescita di centri urbani green.

Spieghiamo meglio cosa sono gli NZEB, edifici a energia quasi zero

Il termine NZEB, ovvero Nearly Zero Energy Building, viene utilizzato per definire un edificio il cui consumo energetico è quasi pari a zero.

Gli NZEB, quindi, sono edifici ad elevatissima prestazione che riducono il più possibile i consumi per il loro funzionamento e l’impatto nocivo sull’ambiente.

Questo vuol anche dire che la domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria ed elettricità è davvero molto bassa.

Grazie a interventi di riqualificazione efficiente è possibile trasformare un’abitazione da energivora a classe A o anche NZEB.

Il sistema ibrido per tagliare i costi

La principale voce di spesa, per le famiglie italiane, è legata al riscaldamento. Un NZEB deve quindi essere in grado di produrre energia termica a basso costo: per farlo si può anche scegliere il sistema ibrido.

Grazie alla combinazione di pannelli fotovoltaici e pompa di calore puoi ottenere un sistema energicamente efficiente per la produzione di elettricità e calore. 

La pompa di calore utilizza laria presente nellambiente (interno o esterno) per generare energia da trasferire al sistema idrico. Da sola riesce a coprire fino all80% del fabbisogno termico annuo di una famiglia. Essendo un apparecchio elettrico, però, per attivarsi ha bisogno della corrente: ecco che, collegandola ai pannelli fotovoltaici, può funzionare con lenergia ricavata dal sole, rendendo tutto ancora più eco-sostenibile.

Il sistema ibrido è un impianto a bassissimo impatto ambientale ed emissioni zero che permette, con un solo dispositivo, di raggiungere all’interno fabbisogno di casa, sia per quanto riguarda il funzionamento di luci ed elettrodomestici, sia per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. 

In questo modo, oltre a produrre autonomamente l’elettricità in casa, si tagliano anche le bolletta del gas, con un risparmio davvero significativo sulle spese di gestione.

Le norme degli edifici dal 2020

Da quest’anno tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero, cioè a bassissimo consumo energetico. Le disposizioni, contenute nella Direttiva Europea EPBD 31/2010, vanno applicate anche in caso di restauro e riqualificazione. Ma quali sono i costi di ristrutturazione casa per rendere un’abitazione un edificio sostenibile?

Per trasformare un immobile esistente in uno NZEB bisogna intervenire prima di tutto sull’involucro, per limitare la dispersione e ridurre la domanda di energia, con:

  • isolamento a cappotto di tutte le pareti rivolte all’esterno;
  • coibentazione del solaio;
  • sostituzione gli infissi.

Ciò permette di avere una temperatura confortevole all’interno dell’abitazione, sia in estate sia in inverno.

Ovviamente gli interventi da fare dipendono dalla zona climatica in cui si opera e dallo stato dell’abitazione. Per tutte le modifiche strutturali volte a migliorare l’efficientamento energetico si può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali (superbonus 110% di cui abbiamo già parlato).

La ristrutturazione per il risparmio energetico

Il passo più importante da fare è quindi quello relativo alla modifica degli impianti.

L’art.2 della Direttiva Europea esplicita il concetto base di nZEB, cioè di edifici a energia quasi zero:

Un edificio ad altissima prestazione energetica. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa lenergia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

Per questo motivo, uno degli aspetti da tenere in considerazione quando si ristruttura casa è quello di sostituire gli impianti per la climatizzazione e l’energia elettrica, cercando di sfruttare il più possibile le fonti di energia alternative.

Un impianto fotovoltaico è una delle soluzioni più indicate, per ottenere case a consumi zero. I pannelli posti sul tetto, infatti, catturano l’energia solare e la convertono in elettricità, assicurandoti l’energia necessaria per far funzionare le luci e gli apparecchi elettrici.

Utilizzando una fonte rinnovabile e sempre disponibile come principale fonte di alimentazione dell’impianto, si sostiene all’ambiente, perché si riducono le emissioni di CO2, e si risparmia sulla bolletta, perché non si è più costretti ad acquistare la corrente dal gestore!

Un impianto fotovoltaico permette di:

  • autoprodurre energia necessaria per il fabbisogno della tua famiglia;
  • aumentare la quota di autoconsumo, rendendoti energicamente indipendente;
  • accrescere il valore del tuo immobile, migliorandone la classe energetica.

Collegando ai pannelli un sistema di batterie accumulo fotovoltaico massimizzi l’efficienza del tuo impianto, sfruttando al 100% il rendimento dei moduli. L’energia prodotta ma non immediatamente utilizza viene immagazzinata nelle batterie e resa disponibile quando realmente serve. Ciò vuol dire beneficiare di energia pulita 24 ore su 24, con un notevole risparmio in bolletta: addirittura fino al 90%.

Il costo ristrutturazione casa viene notevolmente abbassato grazie alle detrazioni fiscali.

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Attraverso un’operazione di fusione tra Toppetti e Donati Laterizi, nasce T2D che con 4 stabilimenti dislocati in Umbria, Toscana e Piemonte è il più grande produttore di laterizi in Italia. Oggi cerchiamo di costruire al meglio e sempre aggiornati sulle normative vigenti. Affidati a T2D per le tue realizzazioni! 

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