Le origini del mattone: dalla Mesopotamia ai giorni nostri
Le origini del mattone risalgono a migliaia di anni fa, quando le prime civiltà iniziarono a impastare argilla e paglia. Da allora il mattone accompagna la storia dell’architettura, fino ai blocchi isolanti di oggi. In questo articolo ripercorriamo le tappe principali, dalla Mesopotamia a Roma, e vediamo le tipologie attuali.
Chi ha inventato i mattoni
Le prime tracce del mattone risalgono a circa il 6000 a.C. Non c’è un inventore preciso: il mattone nasce in diverse civiltà, dove mancavano legno e pietra.
Le testimonianze più importanti arrivano dalla Mesopotamia, intorno al 3500 a.C. Qui il mattone crudo serviva a costruire le ziggurat, le grandi torri templari. L’argilla era la risorsa più abbondante e divenne il materiale principale.
Il mattone crudo
Il mattone crudo si otteneva impastando argilla e paglia tritata con acqua. L’impasto veniva pressato in stampi di legno e lasciato essiccare al sole.
L’essiccazione dava al mattone durezza e resistenza, ma non lo proteggeva bene dall’acqua. Per questo nel tempo si passò alla cottura.
Dai Sumeri ai Babilonesi: le origini del mattone cotto
Il mattone cotto compare intorno al 3000 a.C. con i Sumeri. La cottura era un processo lungo e costoso, che rendeva il mattone un materiale prezioso. Per questo le dimensioni diminuirono.
Uno degli esempi più famosi è la Porta di Ishtar a Babilonia, rivestita di mattoni smaltati. Come avviene la trasformazione dell’argilla è spiegato nell’articolo sulla nascita di un mattone.
Le origini del mattone in Italia
In Italia i primi mattoni cotti risalgono al III secolo a.C., nel Sud. Sono stati trovati in tombe ellenistiche a Reggio Calabria e nelle abitazioni di Velia, colonia greca.
A Velia i mattoni erano uniti con un legante, l’antenato della malta, per distribuire meglio i carichi. Nella Basilica di Pompei i mattoni sagomati formavano colonne alte circa 11 metri.
Furono però i Romani a diffondere il laterizio cotto in tutto l’impero. Le loro tecniche sono descritte nell’articolo sui laterizi romani.
Le tipologie di mattoni oggi
Oggi esistono molte tipologie di mattoni, ognuna pensata per un uso preciso:
- mattoni pieni e semipieni: per murature portanti e faccia a vista;
- forati: per tamponamenti e tramezzature interne;
- blocchi alveolati e porizzati: per murature portanti isolanti, anche in zona sismica;
- tavelle e tavelloni: per solai, coperture e completamenti.
Le differenze sono spiegate nell’articolo su mattoni pieni, forati e alveolati.
L’evoluzione del mattone
Il mattone moderno unisce la tradizione dell’argilla a prestazioni termiche e acustiche elevate. Un esempio sono i blocchi con isolante integrato, come il sistema TRIS.
Per una panoramica sul materiale e sui suoi usi in edilizia leggi l’articolo sul mattone da costruzione.